Troppo sensibile alla luce, una speranza arriva dalla tecnologia La scoperta del maestro della divulgazione scientifica riaccende lattenzione sui tesori "segreti" di Torino Anche prima delle ultime scoperte di Piero Angela, che in poche ore si sono trasformate in uno dei più clamorosi scoop storici e scientifici in tutto il mondo, lAutoritratto di Leonardo da Vinci (quello vecchio e già ben conosciuto e riprodotto, che lo raffigura con i lunghi capelli e la barba bianca) era considerato una delle opere più importanti al mondo, tra le prime quindici nel patrimonio artistico italiano, paese a sua volta in vetta alle classifiche internazionali. Eppure, torinesi e resto del mondo lo hanno potuto ammirare, con un record di pubblico e di critiche entusiaste, nel 1998, quando fu esposto per due mesi grazie alla teca super-tecnologica pagata dalla Consulta dei beni artistici, lassociazione tra imprenditori-mecenati che a Torino ha sponsorizzato alcuni importanti restauri. Undici anni fa. Allevento sono seguite esposizioni parziali di altri disegni e tournée allestero, negli Stati Uniti, dove tutto ciò che porta il nome di Leonardo si traduce immediatamente in successo (e dunque in denaro) e dove lattenta tutela della direttrice della Biblioteca Nazionale e custode del tesoro ha (giustamente) impedito un supplemento di viaggio che avrebbe comportato qualche rischio. E facile ipotizzare, dunque, che allindomani del successo e della visibilità nazionale e internazionale ottenuta da Angela e dalla Rai una nuova iniziativa a Torino dedicata a Leonardo e sostenuta da tutti i più moderni apparati tecnologici che consentono ormai a milioni di visitatori la rappresentazione tridimensionale delle immagini più antiche e la loro difesa dalla luce, dalla temperatura e dagli agenti esterni, ma anche dai furti e dai vandalismi, otterrebbe unenorme risposta. Come, e forse più, di quella che Torino si prepara a registrare grazie alla Sindone, una reliquia che attira - comè naturale - un pubblico formato in prevalenza da pellegrini cattolici. E un pubblico che - come indica ogni indagine in possesso dei tecnici e degli analisti - si consente esclusivamente un turismo ïmordi e fuggi, collegato a ragioni di devozioni e non necessariamente inserito in quei tour culturali che il Piemonte e Torino cercano, con alterni risultati, di promuovere ormai da parecchi anni. Le ragioni per le quali non è possibile tenere esposte in permanenza le opere di Leonardo custodite in piazza Castello sono note: si tratta di manufatti di estrema fragilità, sensibili alla luce e al calore, a rischio di essere danneggiati da ogni minima manomissione. Ragioni eccellenti, che non si può non condividere. Ma la domanda è altrettanto lecita: possibile che nel 2009, conti e strategie di marketing turistico e culturale alla mano, non sia ragionevole investire sulla tutela delle opere e mostrarle, magari con un percorso espositivo completo e illuminato dalla recente scoperta di Piero Angela, ai visitatori di tutto il mondo?
TORINO - Leonardo, lo scoop è mondiale ma lAutoritratto resta al chiuso
L'artista Leonardo da Vinci ha un'opera importante, l'Autoretratto, che è considerata una delle opere più importanti al mondo. L'opera è stata esposta in Torino nel 1998 e ha attirato un grande pubblico. Dopo l'esposizione, ci sono state altre esposizioni parziali di altri disegni e tournée allestero. La direttrice della Biblioteca Nazionale ha impedito un supplemento di viaggio che avrebbe comportato qualche rischio. Ora, con la scoperta di Piero Angela, ci sono nuove iniziative a Torino dedicate a Leonardo e sostenute da tecnologie moderne.
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