"I problemi di conservazione non sono molto diversi" E poi bisogna fare attenzione a non monetizzare la cultura La mostra dovrebbe essere a basso prezzo Se è la sicurezza a impedire lesposizione permanente non posso che condividere «La prego, mi faccia dire innanzi tutto che mi scuso con le direttrici se è apparso che io volessi scavalcare qualcuno. Ho dovuto fare tutto in gran segreto negli ultimi due mesi perché questo era indispensabile a tutelare la riservatezza del nostro lavoro, lanteprima della Raiï». Prima ancora di essere un giornalista e un divulgatore e personaggio televisivo di grande notorietà, Piero Angela ci tiene a mostrarsi un gentiluomo, e far pervenire le sue scuse a Liliana Pittarello, direttore regionale dei Beni Culturali, e a Clara Vitolo, direttrice della Biblioteca Reale dove sono custoditi i capolavori leonardeschi. Subito dopo però, Angela non nasconde la sua soddisfazione: da due giorni ormai il suo telefono e quelli della Rai squillano senza sosta per richieste di intervista e, soprattutto, di acquisto dei diritti televisivi per poter ritrasmettere in giro per il mondo lo scoop sul volto di Leonardo da giovane. Angela, come mai Torino custodisce dei capolavori tanto nascosti da risultare addirittura sconosciuti? «Anche su questo aspetto, ci tengo a precisare che il fatto di non avere mai individuato prima il volto nascosto sotto le righe del Codice non è certo una colpa o un segno di trascuratezza. Capita nella storia che alcune delle scoperte più eclatanti avvengano per caso, perché qualcuno, magari un esperto, alza gli occhi verso lalto o intravede tra le righe, proprio come in questo caso, un dettaglio che non era mai stato visto prima. Come si dice nel linguaggio comune, locchio "cade" allimprovviso su una cosa che prima era sotto gli occhi ma non si scorgeva». Daccordo. Ma resta il fatto che in generale lo stesso Autoritratto di Leonardo, il Codice, gli altri disegni sono scarsamente valorizzati a Torino, le occasioni di ammirarli sono state relativamente rare. Sullonda della vostra scoperta, non si potrebbe fare di più? «Sono molto favorevole a esposizioni, anche temporanee, delle opere leonardesche. Ma soltanto se ciò non va a discapito, neppure in teoria, dellassoluta sicurezza e della salvaguardia di questi tesori inestimabili. Certo, dispiace che solo gli studiosi possano ammirare certe meraviglie. Ma sappiamo che disegni tanto antichi sono delicatissimi e che la stessa luce del giorno, o artificiale che sia, può danneggiarli, così come linquinamento prodotto dai visitatori. Pensiamo a quello che è successo nelle grotte di Lascaux (nella Francia del sud, dove si possono ammirare i più importanti affreschi preistorici, ndr) dove il grande flusso di pubblico ha "sporcato" le immagini con residui di polvere, umidità, capelliï». I torinesi attendono nel 2010 una nuova ostensione della Sindone, la terza in dodici anni dopo quelle del 1998 e del 2000. Tutti daccordo, a cominciare dalle autorità locali, in vista del flusso di turisti che levento potrà portare. Ma non si potrebbe fare anche altro, per un pubblico perfino più vasto? «Unostensione di Leonardo? Perché no. Del resto i problemi di sicurezza e di conservazione non sono così dissimili. Anche la Sindone, indipendentemente dalla convinzioni religiose e personali di ciascuno, è un reperto antico e prezioso che non può essere esposto in modo permanente al pubblico perché questo potrebbe comprometterne la conservazione». Non crede che i criteri di sicurezza adottati dalle autorità che in Italia amministrano i Beni Culturali siano eccessivi o arretrati, comunque troppo restrittivi? «Assolutamente no. Se il criterio è la sicurezza non posso che condividerlo, e in generale mi sento di dire che a Torino lavorano persone competenti che fanno il meglio per tutela il patrimonio che è loro affidato. Bisogna fare attenzione a non monetizzare la cultura». Dunque ingresso gratuito per vedere Leonardo e i suoi autoritratti? «Gratuito o a basso prezzo, non deve essere unoccasione per far soldi». (v.s.)
TORINO - LEONARDO: Angela: "Unostensione come per la Sacra Sindone"
Piero Angela, giornalista e divulgatore televisivo, ha scoperto un autoritratto di Leonardo da Vinci nascosto nel Codice Atlantico. La mostra dovrebbe essere a basso prezzo e non monetizzare la cultura. Angela sostiene che i problemi di conservazione non sono molto diversi da quelli di sicurezza. La prega di scusarsi se sembra aver scavalcato qualcuno. Angela ha dovuto fare tutto in gran segreto per proteggere la riservatezza del lavoro. La mostra dovrebbe essere esposta per un pubblico più ampio, ma Angela sostiene che la sicurezza e la conservazione sono priorità. Angela non crede che i criteri di sicurezza siano eccessivi o arretrati. La mostra dovrebbe essere gratuita o a basso prezzo per non monetizzare la cultura.
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