La polemica Martini in visita negli Emirati: "Il Louvre lo fa e riscuote" Il sottosegretario Giro: finora la sinistra accusava il governo di voler mercificare Il museo parigino riceve 525 milioni per luso del marchio e 720 per prestito dopere Folgorato dai progetti per realizzare in una grande isola due fantasmagorici musei: il «Louvre Abu Dhabi» e il «Guggenheim Abu Dhabi». Folgorato, appunto, il presidente della Regione Claudio Martini sferza per telefono dalla capitale degli Emirati Arabi. «In un Paese come il nostro, che non è in grado di mantenere istituzioni come il Maggio e la Crusca, non mi azzardo a proporre nulla. Ma osservo e domando: perché lItalia non cè? Perché non sappiamo cogliere queste occasioni? Perché non pensare ad un Uffizi Abu Dhabi o un ad Museo Italia? Questi musei internazionali offrono spunti di reciproca conoscenza, sono straordinari strumenti di promozione, garantiscono un ritorno economico anche immediato». Tanto per spiegare, il «Louvre Abu Dhabi» paga al Louvre di Parigi 525 milioni di euro per luso del marchio e 720 milioni di euro per remunerare il prestito di opere che saranno esposte temporaneamente nei prossimi decenni. «Qui, in un vero e proprio distretto culturale, farebbero cose rilevantissime anche con le opere che sono nei nostri magazzini, valorizzandole al massimo» dice Martini. «Un Paese come lItalia dovrebbe cogliere queste opportunità. Dovremmo finalmente capire che la cultura è un investimento che pilota la valorizzazione di tutta una serie di prodotti». Esportare cultura, dunque, dove cè 'fame di conoscenza e ci sono i soldi. Martini ne ha parlato durante un incontro con il ministro delleconomia degli Emirati, Sultan Bin Saeed Almansoori, dopo aver visto i progetti del Louvre e del Guggenheim Abu Dhabi, di Jean Nouvel e di Frank O.Gehry, che verranno inaugurati nel 2013 nel nuovo distretto culturale in costruzione sullisola Saadiyat (Isola della Felicità). Luscita di Martini è stata colta al volo dal sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro. «Le parole del presidente della Toscana - dice Giro - sono clamorose e fanno finalmente piazza pulita di tutte le polemiche che in questi mesi alcuni settori dellopposizione di sinistra hanno scatenato contro il governo di voler mercificare la cultura e il nostro patrimonio storico artistico». Ma ad Abu Dhabi gli amministratori toscani non hanno parlato solo di cultura. Si è affacciata lipotesi di realizzare nella capitale degli Emirati Arabi Uniti, in una delle aree mondiali dove si muove il maggior numero di megayacht, un centro per lassistenza e la cantieristica post vendita. Ne hanno parlato il presidente Claudio Martini e lassessore alle attività produttive Ambrogio Brenna nel corso dellincontro con lo stesso ministro delleconomia degli Eau. Il fatto è che nei cantieri di Viareggio, Livorno e Massa Carrara si costruiscono e assemblano quasi un terzo dei 900 megayacht prodotti ogni anno nel mondo e molti di questi prendono il mare per gli Emirati Arabi. E complicato riportarli in Italia per operazioni di manutenzione e refitting (la sempre più frequente ristrutturazione). E quindi gli Emirati Arabi si sono dichiarati pronti a favorire linsediamento nel loro territorio di un cantiere di manutenzione, iniziativa imprenditoriale della quale potrebbe farsi carico un consorzio di imprenditori toscani. Se ne discuterà. Durante lincontro con il ministro delleconomia arabo è emerso come gli Emirati siano interessati a relazioni economiche con la Toscana soprattutto in settori di alta specializzazione quali le nanotecnologie e le possibili applicazioni nella medicina, la creatività per le piccole e medie imprese, la moda. «Non cè settore - hanno rivelato Martini e Brenna - in cui la Toscana è allavanguardia, che non interessi», compreso un centro di assistenza per le tecnologie estrattive sviluppato da aziende dellindotto del Nuovo Pignone. «Gli Emirati - ha detto Martini - possono essere una grande piattaforma per tutta larea del Golfo ma anche per lIndia o il Pakistan». Agli amministratori toscani i governanti arabi hanno chiesto una lista di aziende toscane che potrebbero essere interessate a realizzare una joint venture con uno dei fondi degli Emirati Arabi Uniti. (ma.bo.)