Per chi arriva a Firenze, molte volte succede di apprendere il fascino della bellezza delle opere d'arte e dei luoghi della città dal merchandising prima di poter vedere questi capolavori dell'umanità. Questo «licencing» virtuale della città finisce con l'arricchire i produttori e i commercianti, ma ha poche ricadute sulla città in tennini di vantaggi economici e sociali. Se poi ci spostassimo negli Stati Uniti scopriremmo che una grande azienda nel settore della comunicazione ha utilizzato in una campagna pubblicitaria la cupola del Brunelleschi come sfondo, non sapendo neppure dove si trovasse quello splendido monumento. Esempi come questo se ne possono fare a migliaia. Perché, se viene utilizzato senza autorizzazione il logo di Microsoft, di Nike o di qualunque altro marchio mondiale si incorrono in pesanti conseguenze e se invece si utilizzano luoghi o simboli culturali non si deve neppure chiedere un'autorizzazione? La proposta dell'assessore Gori se ha un difetto è quello non di sare, ma come a volte succede in questa città, di sognare in piccolo e di non pensare in grande. Con il Maggio Musicale in difficoltà, con una città che necessita di un piano straordinario di manutenzione, con i poli museali e le istituzioni culturali che stentano a reperire i fondi, perché non immaginare e concretizzare una Firenze Copyright e foundraising spa in grado di portare nel mondo con una voce sola Firenze e il suo immenso patrimonio al fine di recuperare risorse, valori zzandone il marchio? C'È QUALCUNO che si scandalizzerebbe se per ogni tazza con il logo del David comunque in commercio a Firenze Copyright potesse riceverne un fee come qualunque società che dà licenze commerciali? Forse mettendo un controllo di una licenza sipotrebbero invece evitare sfrutuzmenti intensivi o fi1ori luogo come ad esempio mutande e ogni altro ninnolo casalingo! D'altro canto se un soggetto in nome eper conto di un sistema culturale andasse in giro per il mondo afarefund raising offrendo in cambio prestazioni culturali o contenitori straordinari dove realizzare, eventi non sarebbe un'opportunità oggi lasciata alla buona volontà dei singoli enti che da soli non possono farcela più? consigliere comunale