NON SOLO dei guai della Fondazione del Maggio Musicale soffre la cultura fiorentina. La cassa piange per tutti. E in lista ci sono istituzioni prestigiose, tutte di valore internazionale. Dall'Accademia della Crusca, all'Opificio delle Pietre Dure alla Biblioteca Nazionale, fino a ieri costretta a chiudere i battenti nel pomeriggio per l'impossibilità di pagare il personale necessario a tenere aperta la distribuzione dei libri. Da lunedì la Biblioteca è riuscita a risolvere il problema che di fatto ha reso molto pi diffide il lavoro di studiosi, ricercatori, studenti. Ma è una soluzione tampone: valida solo fino a giugno. Già, perchè come spiega la direttrice della Biblioteca, Antonia Ida Fontana, «si tratta di un progetto straordinario a durata limitata». Nel frattempo dovrebbero essere reperite risorse stabili, ma lo scenario non è dei migliori. Il servizio è stato interrotto ormai da tempo a causa del mancato rinnovo del contratto a sette precari che venivano pagati grazie ad un finanziamento straordinario dell'Ente Cassa di risparmio. Per risolvere il problema, anche se solo per cinque mesi, si è dovuti ti- correre a un escamotage. Da lunedì, infatti, gran parte del personale della biblioteca presterà servizio al di fuori del proprio orario di lavoro. «D'accordo con i sindacati racconta la direttrice abbiamo deciso di destinare una parte del premio per l'incentivazione della produttività al personale che si presti a garantire questo servizio fondamentale per i nostri utenti. Per fortuna i nostri dipendenti sentono molto l'appartenenza alla Biblioteca quindi la trattativa sindacale è stata condotta con molta serenità». Se la Biblioteca annaspa, per l'Accademia della Crusca le cose non vanno meglio. «Noi allarga le braccia la direttrice, Nicoletta Ma- raschio abbiamo due problemi: uno di natura giuridica e l'altro economico. Siamo ancora in attesa del parere del Consiglio di Stato per sapere se siamo considerati un ente pubblico o privato». La vicenda è complessa: quest'estate la legge tagliaenti del Governo aveva cancellato l'Accademia, a novembre un decreto interministeriale ha lanciato una ciambella di salvataggio, ma l'ultima decisione spetta ora al Consiglio di Stato. - «Ma l'aspetto pi grave insiste Maraschio resta quello economico. Le nostre risorse sono del tutto insufficienti. Dal Ministero per i Beni culturali, dalla Regione e dal Comune riceviamo globalmente una cifra inferiore ai 2SOmila euro. Ogni anno per il personale e la sede ne spendiamo 400mila euro. E vorrei sottolineare che abbiamo solo 5 dipendenti. Per il resto lavoriamo a progetto. Quest'anno sappiamo di avere finanziamenti utili fino al prossimo giugno e solo grazie a un contributo straordinario di 500mi1a euro che nel 2007 ci è stato concesso dall ministro Rutelli. Ma il futuro è del tutto incerto». Le soluzioni? «Ci stiamo muovendo per avere una legge speciale per l'Accademia, che riconosca la nostra natura giuridica e ci garantisca una dotazione annuale. In questo modo riusciremmo anche a svolgere meglio il ruolo di difesa della lingua italiana che ci è stato affidato». Poi una citazione: «L'Istituto per la lingua tedesca che ha le nostre stesse finalità conclude la direttrice ha una dotazione ordinaria di 8 milioni di euro l'anno e 80 dipendenti. Noi non chiediamo tanto, ma solo di avere qualche certezza in più». Ballerina la situazione dell'Opificio delle pietre dure. Altra eccellenza fiorentina. La lotta è all'ultimo euro, lo sa bene il sovrintendente Bruno Santi, ieri al suo ultimo giorno di lavoro in Opificio. Santi sarà sostituito da Isabella Lapi Ballerini e a lei toccherà l'ingrato compito di battagliare per riuscire a non farsi tagliare le risorse. «Abbiamo bisogno ogni anno di circa 600mila euro per la gestione ordinaria dell'istituto spiega Santi a fronte di lavori di restauro per i quali abbiamo ricevuto contributi per 83Omila euro». Solo grazie al costante apporto degli Amici, l'opificio è riuscito negli anni a reggere equilibri economici non sempre facili.
FIRENZE - La cultura in rosso nell'anno senza mecenati
La Fondazione del Maggio Musicale, l'Accademia della Crusca, la Biblioteca Nazionale e l'Opificio delle Pietre Dure sono istituzioni culturali fiorentine che affrontano problemi finanziari. La Biblioteca Nazionale ha risolto il problema del personale con un progetto straordinario, ma solo per cinque mesi. L'Accademia della Crusca è in attesa del parere del Consiglio di Stato per sapere se è considerata un ente pubblico o privato, e ha risorse insufficienti. L'Opificio delle Pietre Dure ha bisogno di 600mila euro all'anno per la gestione ordinaria, ma ha ricevuto contributi per 83mila euro per i lavori di restauro.
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