Da Palermo dove incombono le cime innevate (a sorpresa) del Monte Cuccio, passando da Catania dai bei palazzi barocchi, fino a Castel di Tusa, porticciolo che guarda verso le Eolie inprovincia di Messina, si è costituito in questi giorni un filo conduttore legato all'arte contemporanea, dove ogni snodo ha rappresentato una inaugurazione. E se si è saltato Gibellina, capitale dell'arte moderna trinacria, è soltanto perché in occasione dell'evento principale, l'inaugurazione del nuovo museo regionale di Palazzo Riso a Palermo, alcune opere fondamentali della Fondazione Orestiade sono state trasportate in loco. La nascita del Museo diPalazzo Riso che apre con una mostra intitolata Sicilia 19682008, lo spirito del tempo a cura di Valentina Bruschi e Sergio Troisi è frutto di un progetto coordinato da Renato Quaglia e preparato a lungo con la collaborazione tra gli altri ii Antonella Amorelli. La presenza permanente di un'istituzione sul territorio, che a detta dell'assessore ai Beni Cui- Palazzo Riso a Palermo e Palazzo Valle a Catania ospitano collezioni pubbliche e private d'arte contemporanea turali, Antonello Antinoro dovrebbe ottenere a breve un finanziamento autonomo, potrà finalmente funzionare da volano per lo sviluppo di una rete di attività culturali nell'isola, in netta controtendenza con il resto dell'Italia. Il tema del collezionismo in Sicilia al quale è dedicata la mostra vuoi fare conoscere uno scenario che comprende pezzi importanti da collezioni pubbliche quali l'arazzoPresenti di Alighiero Boetti e Gibella dei Martiri di Emilio Isgr , due opere con finalità rituali legati alla tragedia di Gibellina, euna sorprendente selezione di opere di proprietà di privati di artisti quali Stefano Arienti, Michael Landy, Sam Samore, Paolo Canevari e Maurizio Cattelan. Il primo filo diretto del nuovo museo sarà certamente con Palazzo Valle, edificio nel pi bello stile barocco catanese, restaurato appositamente per ospitare la Fondazione Puglisi Cosentino diproprietàdellaomonimafamiglia, che inaugura l'attività espositiva con una mostra intitolata Costanti del classico nell'arte delXXe XXI secolo acuradiBruno Corà, direttore artistico della Fondazione. Nell'imponente atrio che introduce alla corte centrale campeggiano due installazioni di Jannis Kouneffis e Giovanni Anselmo. Negli stessi giorni inaugura anche la Fondazione Brodbeck in una ex fabbrica di liquirizia alla periferia della città, nata dalla collaborazione del collezionista Paolo Brodbeck con il galleristaGianluca Collica. Ma la rete del nuovo museo diffuso sul territorio giunge fino a Castel di Tusa dove Antonio Presti, fondatore del Parco Fiumara d'Arte ha costruito il suo Atelier sul Mare, un albergo dove ogni camera è stata realizzata daun artista diverso tra iquali idetoshi Nagasawa, Maurizio Mochetti, Mauro Staccioli, Luigi Mainoffi,FabrizioPlessi,Umberto Leone e Sislej Xhafa. E se icritici dell'arte hanno sempre storto ilnaso di fronte all'impegno entusiasta e la dedizione alla «Bellezza» tout court dell'eccentrico Presti, saranno inevitabilmente smentiti dal tempo e dall'affetto che gli artisti non hanno mai fattomancare a colui che siè dedicato negli anni a realizzare il parco dove un paesaggio straordinario (seppur devastato dai viadotti) viene punteggiato da alcune opere sublimi quali la Finestra sul Mare di Tano Festa. Oltre alle inaugurazioni si registrano altre novità che farebbero pensare anna mutata consapevolezza del valore dell'arte contemporanea. Nel luglio 2008 la nuova Fondazione Goca Palermo inaugura l'attività con una performance di Vanessa Beecroft a Santa Maria dello Spasimo mentre a dicembre sono statedonate alla Galleria Civica di Palermo duecento opere del collezionista scomparso Carlo Biotti dal nipote Roberto Biotti. La speranza è che tale vitalità si possa consolidare nel tempo, nel rispetto dei ruoli complementari ma diversi del pubblico e del privato.