La vicenda della trasferta sarda dei Bronzi in occasione del G8 di luglio era solo, come abbiamo appreso, una battaglia della guerra che si combatte sui beni culturali di questo paese. L'evidente volontà del Governo e di Bondi è la costruzione di un clima e di un consenso culturale, interessatamente fornito anche da intellettuali di sinistra, che renda maggiormente disponibili beni che, finora, non lo erano affatto. Dal 1972, quando uscirono dalle acque di Riace, i Bronzi non hanno smesso di costituire un affaire non solo archeologico, ma anche antropologico e sociologico. Eroi semidivini pagani, ma nello stesso tempo simboli del religioso tout court e come tali percepiti dalle vecchiette che pregavano, vestite di nero, sulla battigia dello Jonio che andava restituendo, in tutto il loro splendore mondano, due nudi greci del V secolo a.C. Un ritrovamento "spaesante" che ha prodotto turbamenti erotici testimoniati dalle decine di pubblicità e copertine di giornali, persino di fumetti pornografici, dei quali i Bronzi sono stati protagonisti. Essi hanno provocato un turbamento religioso da parte dei calabresi anche quando tornarono, dopo il restauro, a Reggio Calabria. I giornali dell'epoca raccontano di un atteggiamento di sacrale rispetto da parte di alcuni visitatori nei confronti delle due statue, simile a quello dei pellegrini nei santuari e nei luoghi di culto cattolici. Volevano toccarli e farli toccare ai bambini, come si fa con le statue dei santi e, spesso, gli uomini con i cappelli in mano aspettavano nell'anticamera, mentre le donne si avventuravano nella sala dove erano esposti. Una suggestiva e convincente ipotesi formulata da Giuseppe Roma (di prossima pubblicazione sulla rivista Ostraka ) getta una luce su questo rapporto sacroprofano e sovverte le convinzioni finora consolidatesi nella bibliografia. Il mio collega archeologo ipotizza che le due statue siano sempre state nei pressi di Riace perché commissionate dai locresi per ringraziare i Dioscuri che li avevano aiutati nell'impari, ma vittoriosa, battaglia del fiume Sagra, avvenuta intorno alla metà del VI secolo a.C., contro i crotoniati. I Dioscuri sarebbero stati "sepolti" nell'acqua, a poche decine di metri dalla battigia, fra il IV ed il VI secolo d.C. per nasconderli alla furia iconoclasta dei cristiani che avrebbero potuto distruggerli in quanto simulacri pagani. Nel passaggio tra la Tarda Antichità e l'Alto Medioevo, i Dioscuri potrebbero esser stati "ricordati", nella sostituzione del paganesimo con il cristianesimo, come i santi Cosma e Damiano cui è tuttora dedicata una processione che si svolge nelle acque antistanti Riace, nel mese di maggio. I Bronzi sarebbero, dunque, di Riace, e non più da Riace, ed avrebbero rappresentato per i calabresi prima due divinità pagane, i Dioscuri, e poi due santi, Cosma e Damiano. Un impasto di paganesimo e cristianesimo di cui sono composte molte delle tradizioni popolari calabresi e mediterranee a testimonianza non solo dell'antichissimo rapporto che gli abitanti della Calabria hanno intrattenuto con le due statue, ma anche di quanto esse abbiano potuto significare nell'anima degli individui e della collettività. Un legame che si fa fatica a capire come possa esser allentato con una trasferta o, addirittura, reciso e venduto come merce. Sembra incomprensibile che le statue possano esser esibite - con l'immutato parere contrario dei tecnici allo spostamento- come icone del patrimonio culturale calabrese ed italiano prive del contesto territoriale costituito dal tessuto armonico dei musei, dei siti archeologici, delle chiese, dei palazzi dei centri storici inseriti nel paesaggio calabrese. Sarebbero figurine senza spessore sul palcoscenico mediatico. Per quel che riguarda la prevista maggiore valorizzazione, l'esibizione sarda non sortirebbe, forse, lo stesso effetto che ebbe quando le statue tornarono a Reggio, dopo il restauro di Firenze, negli anni '80? Grande attenzione e pubblicità per qualche settimana, per qualche mese e poi di nuovo l'oblio perché la Calabria continua a essere quasi del tutto priva di strutture e d'infrastrutture per accogliere i turisti in generale ed in particolare per ricevere il turismo culturale: è il disastrato "sistema-Calabria" che, complessivamente, non è in grado di attrarre turismo. La mia non è un'opposizione politica, ma di visione della vita, di modo di vedere le cose ed il mondo. Per questo mi stupisco che quanti dovrebbero opporsi allo svilimento della nostra eredità culturale a mero valore economico, ad esclusione di poche eccezioni, stiano zitti o balbettino per tema di apparire anti-moderni o, dio non voglia, ideologici. Sì, sono ideologicamente contrario alla svendita dei valori costituzionali della tutela dei beni culturali ed alla loro trasformazione a risorsa simile a tutte le altre. Sono contrario alla mercificazione del passato ed alla svendita della memoria e dell'identità dei calabresi e degli italiani. E contrari dovrebbero essere anche quelli che dicono di volersi opporre alla cultura di centrodestra. Contrari come Salvatore Settis che s'è dimesso dalla presidenza del Consiglio superiore dei beni culturali alla fine di una lunga, coraggiosa, e quasi solitaria, battaglia combattuta contro lo svuotamento dell'art. 9 della Costituzione ed i tagli al Ministero ed al personale che, come è già accaduto per altri settori dell'Amministrazione statale, giustificheranno la privatizzazione ed il ricorso al mercato. Se lo Stato in Italia funziona poco e male, non bisogna surrogarlo col privato, ma occorre farlo funzionare bene. E' sul piano dei valori, dei servizi e dei beni inalienabili che la sinistra deve dimostrare di essere diversa, profondamente, dalla destra. Quel che mi ha colpito di più in questi ultimi anni è stata, invece, la capitulation sans conditions della sinistra italiana al dio-mercato. L'organizzazione della società in cui la sinistra si è sempre riconosciuta, statuiva che alcuni settori dovessero essere, come ancora avviene in tutti i paesi europei, di esclusiva pertinenza dello Stato: la sanità, l'istruzione, i trasporti, l'energia elettrica, le risorse idriche, il patrimonio dei beni culturali. Questa sinistra, che con i suoi governi ha già privatizzato, trasformandoli in oligopoli, l'energia elettrica, le ferrovie, le autostrade e le telecomunicazioni, che ha dato finanziamenti alle scuole private e che ha inserito elementi di privatizzazione anche nel campo dei beni culturali con Veltroni e Rutelli, ora deve invertire la rotta per ritrovare le ragioni fondanti, identitarie di se stessa. Il gruppo dirigente politico-intellettuale del Pd, e non solo, ci ha consegnato, dopo un quindicennio di governo e di sbandamenti ideologici, un paese di precari ed interinali, di flessibili e di pseudo-autonomi, di pensionati e di lavoratori dipendenti che fanno fatica a sopravvivere. Ci ha consegnato una società flessibile, senza identità, senza certezze se non quelle incantatrici ed illusorie, come dimostra la crisi epocale che stiamo vivendo, del libero mercato e del consumo. La sinistra, forse anche quella più radicale, sembra incapace di avere e di proporre un'idea, una visione complessiva della società e del mondo. La vicenda dei beni culturali può essere un'utile occasione per iniziare a riaffermare che è la politica che deve guidare il mondo, il mercato, l'economia e non, come per quindici anni hanno cercato di farci credere, il contrario.
Liberazione
1 Marzo 2009
Bronzi in trasferta? No, grazieBerlusconi vuole esporre le due statue di Riace al G8 in Sardegna
BA
Battista Sangineto
Liberazione
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Liberazione · 1 Mar 2009
Bronzi in trasferta? No, grazie
Liberazione · 21 Lug 2010
Territorio? Una parola vuota Ormai solo periferie anonime
Il Quotidiano della Calabria · 6 Mar 2012
Scalfari, il corifeo del "pensiero unico"
Il Quotidiano della Calabria · 20 Gen 2013
SIBARI - il passato sofofcato dal fango
Il Quotidiano della Calabria · 28 Feb 2013
Rinascita calabrese
Il Quotidiano della Calabria · 2 Gen 2014
Sibari riguarda tutti noi
Il Quotidiano della Calabria · 8 Mar 2014
La guida del Touring Club su Cosenza uno zibaldone di errori grossolani. La piccola bruttezza
Il Quotidiano della Calabria · 21 Mar 2014
Gli intellettuali diventino cani da guardia
Il Quotidiano della Calabria · 13 Apr 2014
Sibari e il commiato della sua anima
Il Quotidiano della Calabria · 13 Lug 2014
Calabria. Una politica per la cultura
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
la Repubblica · 2 Mar 2007
Padova, il Fai restaura Villa Vescovi "Niente museo, diventerà un pensatoio"
la Repubblica · 2 Mar 2007
LAnnunciazione a Tokio: anche in viaggio avrà lo stesso clima degli Uffizi
la Repubblica · 2 Mar 2007
Lungotevere Sanzio. Hotel a Trastevere la parola a Rutelli
la Repubblica · 2 Mar 2007
Vittoriano, apre la terrazza delle Quadrighe
la Repubblica · 2 Mar 2007
Pasqua, una festa nei musei aperti. DallAra Pacis ai Capitolini, 7 giorni di show tra i capolavori
Fonte non specificata · 2 Mar 2007
ROMA Un aiuto per gli archivi dei privati
Il Messaggero · 2 Mar 2007
ROMA: insediato il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici
Fonte non specificata · 3 Mar 2007
Lettera dei restauratori romani: ricorsi contro Zetema
la Repubblica · 3 Mar 2007
Buccino mostra il suo tesoro ecco Volcei, città di 28 secoli fa
Il Mattino · 3 Mar 2007
Pompei. Per la prima volta gli archeologi italiani si riuniranno in un congresso nazionale.
Corriere Adriatico · 3 Mar 2007
JESI Pinacoteca, nel segno di Lorenzo Lotto
la Repubblica · 3 Mar 2007
Lupa, il giallo delle origini La Regina: risale al medioevo. Carandini: macché, è romana
la Repubblica · 4 Mar 2007
PUGLIA. Un cantiere a due passi dagli scavi "Egnatia sfregiata dal parcheggio"
la Padania · 4 Mar 2007
Certificazione ambientale, il Bel Paese è al quarto posto
la Repubblica · 4 Mar 2007
FIRENZE. Sala musica della Nazionale "Tagliano il personale"
Il Messaggero · 4 Mar 2007
Un centro studi e la messa in sicurezza: a Nettuno
la Repubblica · 4 Mar 2007
CITTÀ DELLA DOMENICA Alla scoperta di Volcei un borgo che ha 28 secoli
la Repubblica · 5 Mar 2007
TORINO - Chi comanda nelle città Il sindaco il manager e il patto per Torino
la Repubblica · 5 Mar 2007
VENEZIA solo sei gli italiani alla biennale
La Stampa · 2 Mar 2007
PROGETTO IL TITOLO SARÀ ESPERIENZA ITALIA Torino 2011, un sogno da 1800 milioni di euro