Il sindaco di Zuccarello reclama il capolavoro di Jacopo della Quercia Una lettera a Curia e autorità civili per riavere lopera scolpita da Jacopo della Quercia «Io sottoscritto, in qualità di Sindaco del comune di Zuccarello chiedo che il monumento funebre dedicato ad Ilaria del Carretto, scolpito da Jacopo della Quercia, venga trasferito nel comune di Zuccarello, che sarà in grado di concedere definitivamente allopera, e simbolicamente ad Ilaria, il meritato riposo e riconoscimento». Firmato Stefano Mai. E poi mai, potrebbe sentirsi rispondere, con toscana salacità, il primo cittadino del borgo nellentroterra ingauno. Comunque, lettera su carta intestata del Comune, indirizzata ai vertici della Curia lucchese - il sarcofago si trova nella sacrestia della cattedrale di San Martino - al ministro Sandro Bondi, al sindaco di Lucca, al presidente della Provincia, eccetera, Stefano Mai spiega: «Non si può dire che i lucchesi abbiano mai amato alla follia Ilaria, figlia dei Marchesi del Carretto di Zuccarello. Certo di Ilaria del Carretto apprezzano oggi, il monumento funebre a lei dedicato... «, stima postuma, sottolinea il sindaco, che non trova tuttavia adeguata coerenza nella conservazione della scultura: «Il monumento nei secoli è stato spostato, dimenticato, ne sono state smarrite parti, trovate poi dopo centinaia di anni... Sembra però evidente che Ilaria del Carretto rappresenti per il Duomo un peso, unopera non di interesse religioso, in quanto contenitore vuoto». E via elencando, sino alle conclusioni, con lultima premessa: «Gli abitanti del borgo di Zuccarello si sentono da sempre orfani di quel monumento che ricorda la loro più famosa concittadina e chiedono che sia riconosciuto il doveroso rispetto al monumento per quello che rappresenta, ossia il riposo di Ilaria, per chi di Ilaria si è innamorato e per chi la ama ancora, per chi lha vista crescere», e qui il sindaco Mai si è sbilanciato forse un po troppo, «e per chi, ancora oggi a distanza di 600 anni, la pensa ogni giorno». Insomma: voi la tenete mica troppo bene, datela a noi che ne faremo un gioiellino. Tecnicamente la faccenda è possibile: senza scomodare obelischi etiopi o valli faraoniche, basti considerare due ottocenteschi esempi a Genova, lo smantellamento e trasferimento di Porta Pila (monumento civile: fu raduno dei Mille) e della chiesa del Rimedio (monumento religioso) per dare spazio allattuale via XX Settembre. Oggi la prima affoga tra le case sopra la stazione Brignole, la seconda funge da spartitraffico in piazza Alimonda. Farida Simonetti, sensibile e colta (nonché dotata di ironia) direttrice della Galleria Nazionale Spinola, rammenta come la tomba di Ilaria sia per Lucca «un tuttuno con la storia della chiesa e della città». Si potrebbe fare meglio, per carità, «ora, non più nella navata laterale ma in una stanza, stretta, con le persone intorno sedute, sembra la veglia di un morto». Potrebbe a questo pensare proprio il Comune di Zuccarello, senza giungere allestremo trasloco, 604 anni dopo. Con unadozione, magari, a distanza.
LIGURIA - "Ilaria è nostra, dateci la statua"
Il sindaco di Zuccarello, Stefano Mai, ha scritto una lettera ai vertici della Curia lucchese chiedendo il trasferimento del monumento funebre dedicato ad Ilaria del Carretto, scolpito da Jacopo della Quercia, nel comune di Zuccarello. Il sindaco sostiene che il monumento non trova coerenza nella conservazione e che rappresenta un peso per il Duomo di Lucca. Egli chiede che il monumento venga trasferito nel comune di Zuccarello, dove gli abitanti lo considerano un simbolo di orgoglio e di amore per la loro concittadina. La lettera è stata inviata al ministro Sandro Bondi, al sindaco di Lucca e al presidente della Provincia.
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