La denuncia del Pd: "Quattro miliardi congelati" "Intanto gli altri Paesi europei investono in infrastrutture per battere la crisi" Da mesi denunciano limmobilismo della giunta Alemanno, laccantonamento di a una serie di infrastrutture strategiche per la città: messe in cantiere dalla passata amministrazione e in soffitta dallattuale. Dopo lennesimo stop, stavolta al Ponte dei Congressi, il Pd passa dalle parole ai fatti: per metà marzo, quando la manovra di bilancio approderà in aula, saranno pronti i 10mila gli emendamenti con i quali lopposizione cercherà di ripristinare i finanziamenti cancellati dal centrodestra. È un elenco impressionante quello presentato ieri dal capogruppo capitolino Umberto Marroni, dallassessore regionale al Turismo Claudio Mancini e dal presidente del XV municipio Gianni Paris: a Roma sono state bloccate quasi 4 miliardi di grandi opere. Un nonsenso, secondo i democratici: «Mentre tutti gli altri paesi europei investono in opere pubbliche per contrastare la crisi, nella foga di demolire quanto fatto prima la giunta Alemanno le cancella». Tra le infrastrutture congelate: la metro D Eur-Talenti (3 miliardi), la B2 Rebibbia-Casal Monastero (520 milioni), il raddoppio della Tiburtina e della Trionfale, lallargamento della Magliana, la Prenestina bis, il Ponte Dragone, il sottopasso della Colombo e, infine, il Ponte dei Congressi. Il quale «non è vero che ha costi insostenibili, come sostiene lassessore ai Lavori pubblici» attacca Marroni: «Il progetto è già finanziato per metà, 30 milioni dalla Regione e 20 dalla legge per Roma capitale, il definitivo del ponte è fatto mentre il preliminare delle opere di messa a terra è stato predisposto da "Risorse per Roma", in pochi mesi si potrebbe bandire la gara». E non si pensi si utilizzare questi fondi per altro: «Se il ponte non si fa i 30 milioni stanziati dalla Regione andranno perduti perché vincolati a quella destinazione», minaccia lassessore Mancini. Rammaricato pure perché «il Comune poteva aprire un confronto con noi prima di arrivare ad escluderne la realizzazione», a maggior ragione considerando che «noi possiamo anche incrementare il finanziamento con altri 20 milioni, arrivando dunque a coprire la metà dei costi. Ipotesi ancora possibile solo se cè la certezza che il Campidoglio stanzi il resto delle risorse». Sottolineano le contraddizioni, gli esponenti del Pd. «Fermare il ponte dei congressi è da irresponsabili» dicono. Serve per bypassare limbuto del ponte della Magliana e collegare funzioni importanti come il Centro congressi dellEur, laeroporto Leonardo Da Vinci e la Nuova Fiera di Roma. «In quel quadrante la giunta Alemanno vuol creare il parco a tema, organizzare il Gp di F1 e rafforzare il polo congressuale, poi però dimentica le infrastrutture necessarie». Ma lassessore Fabrizio Ghera seppellisce ogni polemica: «Il costo complessivo del ponte ammonta a oltre 115 milioni. I fondi attualmente disponibili coprono meno della metà dellimporto». Discorso chiuso. E le altre grandi opere? «Alcune sono in fase di avvio, le altre sono state finanziate interamente». Esattamente il contrario di «quel che faceva la giunta Veltroni, abituato a lasciare i finanziamenti a metà», accusano i consiglieri pdl Federico Mollicone e Giovanni Quarzo: «A differenza di loro noi ci rifiutiamo di prendere in giro i cittadini». (gio.vi.)
ROMA - Ponte dei Congressi e metrò grandi opere dimenticate
Il Pd ha denunciato il "limmobilismo" della giunta Alemanno a Roma, che ha cancellato quasi 4 miliardi di grandi opere. Il partito ha presentato 10mila emendamenti per ripristinare i finanziamenti cancellati. Tra le infrastrutture congelate, la metro D Eur-Talenti, la B2 Rebibbia-Casal Monastero, il raddoppio della Tiburtina e della Trionfale, lallargamento della Magliana, la Prenestina bis, il Ponte Dragone, il sottopasso della Colombo e il Ponte dei Congressi. Il Pd sostiene che il Ponte dei Congressi non ha costi insostenibili e che il progetto è già finanziato per metà.
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