A spasso tra bronzi e ceramiche La città di Livorno dal punto di vista istituzionale data poco più di quattro secoli, ma la presenza di insediamenti umani sul suo territorio è ovviamente molto più antica. Una frequentazione che ci ha lasciato notevoli testimonianze archeologiche derivanti da insediamenti esistenti sulle colline livornesi e lungo gli approdi naturali a partire dall'Età del Ferro, passando dagli Etruschi ed arrivando sino all'epoca romana imperiale. E' un viaggio nel tempo che possiamo ora trovare illustrato nella mostra "Alle origini di Livorno. L'età etrusca e romana" apertasi ieri pomeriggio ai Granai di Villa Mimbelli con la partecipazione di tantissimi visitatori richiamati da quello che costituisce sicuramente un evento culturale di rilievo. Un evento che contiene anche un dato politico emerso dall'intervento del sindaco Alessandro Cosimi, presente all'inaugurazione insieme al curatore della mostra, dottor Stefano Bruni, al professor Giovannangelo Camporeale ed al dottor Luciano Barsotti, intervenuto per la Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno. Sia Bruni, che Camporeale, hanno infatti ricordato come diversi reperti in mostra facciano parte della famosa "Collezione Chiellini", una vasta raccolta archeologica ottocentesca un tempo ospitata nel non più esistente Museo Civico, distrutto dalla guerra e mai più ricostituito (era situato nell'attuale piazza Guerrazzi, presso l'ex ospedale femminile della Misericordia). La sollecitazione rivolta dai due studiosi è stata perciò che la mostra possa dare l'impulso per restituire finalmente a Livorno il suo Museo Civico. Un invito che è stato raccolto dal sindaco Cosimi che ha sottolineato come l'amministrazione stia lavorando affinché il Museo della Città sia ricompreso nell'ambito del progetto complessivo di riqualificazione del Luogo Pio. La mostra, che rimarrà aperta sino al 17 maggio prossimo, è articolata su due piani attraverso sezioni riguardanti l'Età del Ferro, l'Età Arcaica, l'Età Classica (V sec. a.C., con la presenza di ceramica attica), l'Età Ellenistica (IV-III sec. a.C., con rivenimenti che attestano la nascita di Portus Pisanus) ed infine l'Età Romana che vede l'insediamento di ville e di altri nuclei abitati come quello di San Martino, a Salviano (III sec. d.C.). Oltre ai numerosi bronzi (fibule, morsi equini, anelli, etc.) ed alle ceramiche provenienti dalla famosa Collezione Chiellini (donata al comune di Livorno nel 1883), sono esposti anche reperti scoperti in area livornese, ma conservati in vari musei italiani. Provengono, ad esempio, dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze il busto bronzeo rivenuto nel 1739 e il ritratto in bronzo di Omero trovato alla Meloria nel 1873 ed un elmo del scoperto nel 1692 a Valle Benedetta.