MEmoria negata Una città priva di un archivio storico è come un individuo senza carta d'identità, non è possibile ricostruire il suo passato. Partendo da questo presupposto il consulente per la cultura del Comune, Paolo Celestre, ha risollevato una problematica che, negli anni scorsi, era stata evidenziata ma che finora non è giunta a soluzione. «L'archivio- dichiara Celestre- si trova in una stanza dell'immobile che ospita il mercato ortofrutticolo, tra la polvere e i topi. Non è pensabile che la memoria della nostra città sia gettata nel dimenticatoio». In effetti un'opera organica di catalogazione del materiale non è stata mai realizzata. Si era parlato di un progetto durante la precedente amministrazione, che poi non si è concretizzato e a tutt'oggi quei documenti, non bene identificati, giacciono in sacchi di plastica, al pari di cartacce senza alcun valore. Il rischio, insomma, è quello di un'amnesia collettiva. Come se, accantonando quelle testimonianze, con un colpo di spugna si fosse cancellata la memoria storica della città, e con essa le sue radici. «Nel periodo in cui ho ricoperto il ruolo di funzionario all'Urbanistica, di concerto con l'allora assessore Gino Lantieri abbiamo effettuato tre sopralluoghi - spiega l'architetto Franco Listro - rinvenendo alcuni registri dell'800. La Soprintendenza, nell'ambito di un progetto regionale, ci avrebbe messo a disposizione due catalogatori per tre mesi, ma occorreva reperire due stanze corredate di tavoli e scaffalature dove gli operatori potessero svolgere materialmente il lavoro. Per carenza di locali idonei e per le vicissitudini politico-amministrative, l'opera non ha avuto seguito». «Nel 2013 verrà celebrato il 300 anniversario della fondazione di Rosolini che fu riconosciuta come Comune il 4 maggio del 1713 - asserisce Celestre - Non si può arrivare a questo appuntamento con un archivio storico che non sia degno di tale nome. Per questa ragione bisognerebbe fin da ora mettersi al lavoro per recuperare, catalogare e rendere fruibile la documentazione. Si dovrebbe creare una rete fra quei cittadini, in possesso delle necessarie competenze, che siano disposti a svolgere quest'opera come attività di volontariato a favore della collettività». Savarino rende noto che l'amministrazione si attiverà per trasferire il materiale dai locali del mercato, all'immobile comunale destinato ad ospitare il museo cittadino, in via Aprile, per evitarne il deterioramento.