Al Pan Il secondo «sabato» della Fondazione Sdn Albertazzi: «Sogno il festival dei dialetti» Napoli, da sempre teatrante e teatrale, analizzata come metafora della rappresentazione. «Il sabato delle idee», iniziativa ideata congiuntamente dalla Fondazione Sdn, dall'Università Suor Orsola e dal Pan, ha visto quest'ultimo come cornice del secondo incontro, moderato dal direttore del Corriere del Mezzogiorno Marco Demarco, e incentrato sul tema «Lo spazio scenico. La città del possibile tra immaginario e realtà». Dopo un breve saluto introduttivo da parte del presidente della Fondazione Sdn Marco Salvatore, del rettore Francesco De Sanctis e della direttrice del Centro di documentazione del Pan Marina Vergiani, il regista Francesco Saponaro ha espresso l'auspicio di restituire il Teatro San Ferdinando alla città, scongiurando la diaspora di artisti e attori nostrani. Sulla grandezza di due protagonisti della scena partenopea come Annibale Ruccello ed Enzo Moscato si è invece soffermato Gennaro Carillo. Il docente di storia delle dottrine politiche al Suor Orsola Benincasa ha poi proposto di valorizzare questo patrimonio «in un archivio multimediale che conservi e salvaguardi la tradizione degli atti performativi, delle macchine sceniche, degli artifici da palcoscenico». Anche Augusto Sainati, docente nello stesso ateneo di Storia, teoria e analisi del film, si è appellato alla costituzione di luogo di incontro, oltre che di recupero dei materiali scenici, «in cui non si racchiudano solo cimeli ma si punti a un rilancio della differenza». E ancora, fra le idee di ieri, quella del grande Giorgio Albertazzi: «Che Napoli diventi scena di un Festival europeo dedicato al teatro dei dialetti e delle lingue ». Ma il tema dell'incompiuto e dell'inconcluso, messo in mostra dal collettivo artistico Alterazioni Video nelle sale del terzo piano, ben si sposa, purtroppo, con la città, definita «shakespeariana» dallo stesso Albertazzi «per la sua capacità di malinconia e umorismo insieme ». Con l'occhio interrogativo e attento dello «straniero», Maurizio Ferraris ha presentato un discorso filosofico sullo spazio e le sue rappresentazioni, riservando a Napoli anche parole di rimprovero. «A questa città servono regole, non solo cultura », ha dichiarato il docente torinese. A proposito di outsider, l'attrice Vanda Monaco ha ribadito l'importanza di laboratori formativi in cui i «vecchi attori » facciano scuola ai più giovani. A conclusione della giornata è poi intervenuto Domenico De Masi, nel duplice ruolo di docente di sociologia del lavoro e presidente del Ravello Festival. «Basta con i musei: ce ne sono tantissimi e tutti vuoti», ha detto. «Piuttosto, per mettersi in gioco come spazio scenico, Napoli ha bisogno di attori e spettatori, nonché di una regia adeguata », riferendendosi con quest'ultima all'amministrazione locale. Se ancora una volta si è messa in luce l'incapacità della città di tradurre in realtà i progetti immaginati, balzava agli occhi, in effetti, l'assenza di Guido Tangucci e Andrea De Rosa, rispettivamente direttori di due istituzioni chiave come il San Carlo e il Mercadante, ed entrambi invitati ad intervenire. Come pure di un responsabile del Teatro Festival Italia, che rappresenta una grande occasione, più reale che immaginata, per Napoli e per il suo teatro.