Conti finali In cassa solo 70.000 euro per concerti e feste Sarà l'Estate fiorentina più povera degli ultimi anni. Il Comune, per il cartellone degli eventi estivi, ha infatti previsto in bilancio soltanto settantamila euro. Poca Fi-Esta, dal Comune solo 70 mila euro Per il cartellone estivo un decimo dei fondi del 2008. Di Giorgi: «Proposta ridicola» Restano poche briciole per l'Estate fiorentina. Sono solo settantamila euro ad oggi i fondi comunali previsti per il cartellone estivo, un settimo dell'anno scorso. Che «Fi-Esta» sarà? O forse «non sarà»? Non si fecero attendere le polemiche quando lo scorso anno i conti in tasca del Comune rivelarono 300 mila euro in meno rispetto all'edizione precedente dell'Estate fiorentina. Il totale diceva circa 700 mila euro, di cui 227 dai privati e oltre 480 dal pubblico. Quest'anno è ancora peggio, peggio di sempre: nelle prime bozze del bilancio comunale di previsione, alla voce «Estate fiorentina » c'è una cifra dieci volte inferiore al totale 2008, 70 mila euro. Un'indicazione che gira da giorni negli uffici e che ha già fatto sobbalzare più di un consigliere comunale: «Sì, è vero conferma la capogruppo del Pd Rosa Maria Di Giorgi , questa è la cifra che ci hanno indicato ». Poi l'affondo: «Riteniamo di fare un'Estate fiorentina con settantamila euro? Voglio parlare con l'assessore Giani, lo chiameremo in commissione cultura. Questa è una proposta irricevibile. Credo che si debba lavorare perché la spesa venga incrementata: così com'è, è ridicola. È vero, stiamo cercando di trovare altre risorse oltre il milione di euro già previsto per il fondo anticrisi. Ma è crisi anche se non facciamo lavorare il mondo della cultura durante l'estate». Chiamato in causa, lo stesso assessore alla cultura Eugenio Giani cerca uno spiraglio: «Vorrei arrivare all'approvazione del bilancio prima di commentare. Per ora c'è solo la proposta di Tea Albini che deve ancora andare in commissione e poi in consiglio. Saranno due momenti di confronto forte, la partita è aperta. E poi, potrà intervenire il prossimo consiglio comunale: la premessa dei tagli è che il nuovo consiglio opererà con un buon avanzo di amministrazione». Cosa accadrà dunque a «Fiesta 2009»? Secco il commento di Mauro Valenti, patron di Italia Wave che già dallo scorso anno è «scappato » da Firenze per trovare ospitalità sulla costa livornese: «Cosa si può fare con settantamila euro? Ma neanche un concerto!». Lo scorso anno, nonostante i tagli, abbiamo avuto per la prima volta a Firenze, al giardino di Boboli, il musical per eccellenza, «Cats», oltre a concerti di grande prestigio come quello dei Sigur Ros ed eventi di grande richiamo di pubblico come Ligabue e Fiorella Mannoia. Un po' scarsa è stata invece la «quantità»: 241 eventi, 150 mila presenze. Guardando indietro, nei bilanci degli anni scorsi, si passa dagli oltre ottocentomila euro del 2004 al milione del 2007, quando direttore artistico dell'Estate fiorentina era Piero Pelù e Osmannoro Sud ospitava il festival rock Italia Wave. Una mano consistente l'avevano data gli sponsor, ma già l'anno successivo il loro contributo era calato del 50 per cento. Infine solo qualche mese fa si ragionava già del cartellone estivo, in prospettiva, con forte pessimismo e un po' di nervi a fior di pelle. L'assessore Giani a ottobre esclamava «piuttosto che spendere cifre folli per l'Estate fiorentina sono pronto a raddoppiare i finanziamenti per le associazioni culturali » portando cioè i contributi comunali da 110 a 220 mila euro. Anche a Fiesole avremo un'estate «corta». Quella fiesolana è la più antica manifestazione culturale estiva d'Italia, un simbolo, anche di qualità, almeno finora. Ma quest'anno sarà inevitabilmente ridotta: durerà meno di un mese, da fine giugno a fine luglio, circa tre settimane. Il motivo è che «quest'anno abbiamo avuto un bilancio difficile, quindi il programma sarà ridimensionato » come spiegava il sindaco Fabio Incatasciato poche settimane fa. Mentre circola già insistente la voce secondo cui il Comune di Fiesole, per risparmiare, potrebbe appaltare dal prossimo anno l'organizzazione degli eventi estivi a privati esterni. Problemi sui bilanci anche a Pisa: «Siamo tutti in difficoltà », dice il sindaco Marco Filippeschi, che però assicura che verranno confermate le iniziative «storiche» come Metarock, o Anima Mundi, e che quest'anno arriverà anche la «Regata storica delle repubbliche marinare» per l'anniversario galileiano. «Stiamo lavorando con Provincia e Regione per confermare i finanziamenti », conferma l'assessore alla cultura pisana Silvia Panichi: un complesso di circa 60 mila euro per Metarock, Anima Mundi (che la Curia, che ospita gli eventi, vorrebbe rendere a ingresso gratuito) e per la tre giorni del festival jazz. Marzio Fatucchi Edoardo Semmola Mauro Valenti Organizzatore di Italia Wave «Che si fa con quei soldi? Nemmeno un concerto» Mauro Valenti, patron di Italia Wave. Lei se ne è andato da Firenze, ora è a Livorno. Anche lì situazione difficile per gli investimenti? «Da parte dei soggetti privati con cui abbiamo lavorato, c'è un interesse. Gli sponsor che avevamo, sono sempre stati contenti. Nonostante i momenti di crisi in cui viviamo, conto di fare un festival migliore dell'anno scorso. Anche perchè nel 2008, per le vicisssitudini di Firenze, siamo partiti con l'organizzazione solo ad aprile: ora abbiamo avuto più tempo». A Firenze ci saranno 70mila euro. Il Comune di Livorno come vi sostiene? «Abbiamo ancora un pour parler, con il sindaco. Certo, non saranno settantamila...». Ma cosa lega i finanziamenti agli eventi? «Dipende molto dal progetto. È come andare a cena: mangi male e ti arrabbi perchè hai speso 15 euro, a volte ne spendi 50 e sei soddisfatto. Gli sponsor che abbiamo si trovano con un progetto interessante: lo leghiamo ai 40 anni di Woodstock, e ad una idea del porto da rilanciare, il mare diventa terra e viceversa». Pochi soldi per l'Estate fiorentina: che effetto le fa? «Che ho sentito tanti discorsi quando si organizzavano eventi come Italia Wave. C'era sempre qualcuno che diceva che era facile trovare finanziamenti: che ci vuole a trovare un milione di sponsor? Per certa gente, tutto è facile». Ma con settantamila euro, cosa è possibile fare? «Per comprare un appartamento, fare viaggi o trovare soddisfazione personale ( ride, ndr)? Con 70 mila euro si fa poco. Se ci devi fare tutto, compreso palco e sicurezza e la mediatizzazione del-l'evento, neanche un concerto». Che effetto le fa la notizia? «È un peccato. Firenze ha un patrimonio esagerato, e può cambiare, se riesci a portare cultura dinamica, oltre che quella statica. Firenze è già bella, se avesse una attrazione come siamo stati noi quando c'era Italia Wave, potrebbe contare su un grande marketing culturale: perché chi viene a sentire i Sigur Ros, non ha motivi per non visitare i musei e la città. E su questo si possono trovare grandi sponsor internazionali ». M.F. Giuseppe D'Eugenio Presidente del Quartiere 4 «Ma oltre alle risorse manca l'organizzazione» «Ho visto il bilancio, sono effettivamente pochi soldi. Ma c'è un altro problema: l'anno scorso a marzo discutevamo già dei bandi, ora ne se ne parla neanche». Giuseppe D'Eugenio, presidente del Quartiere 4. I tagli colpiranno soprattutto le periferie, dove trovare sponsor è forse più difficile che per gli eventi in centro. «Già nel 2008, la cifra non era grandissima, 250 mila euro per i cinque quartieri. A cui abbiamo aggiunto anche i nostri finanziamenti». E quest'anno, cosa farete? «Una delle difficoltà maggiori, è che non abbiamo neanche approvato il bilancio. E quindi non possiamo muoverci». Riuscirete a supplire con i vostri fondi ai tagli del Comune? «Non è possibile: in cinque anni abbiamo già tagliato la metà dei fondi per cultura e biblioteche. Abbiamo retto con le sponsorizzazioni, ma anche il bilancio 2009 sarà lacrime e sangue, ci sarà un taglio di 13 milioni di euro in totale». E allora? «Vogliamo fare le stesse cose degli scorsi anni. Con poche risorse, cercheremo di farlo in maniera mo-lecolarizzata, parlando con tutti i soggetti possibili per le sponsorizzazioni. Cercheremo di mantenere il teatro di figura per i bambini appena finisce la scuola, il cinema. Vedremo se riusciremo a fare mostre di arte contemporanea col Pecci di Prato. Ma, anche nel 2008, abbiamo sostenuto la stagione della Limonaia di Villa Strozzi perché abbiamo messo insieme Comune e quartiere, integrando molte attività in quel luogo. Se viene a cadere anche solo uno dei soggetti, la cosa diviene difficile». Solo 70 mila euro: che fare? «Ci concentreremo su pochi eventi. Non è un rimprovero all'amministrazione, la situazione è veramente pesante: anche perché altrimenti dobbiamo tagliare il sociale. Ho proposto molte cose per uscire da questa situazione: ma far tornare i conti è possibile. Al quartiere, ho tagliato il 30 per cento della spesa corrente e degli investimenti. Con ricadute: per esempio, purtroppo abbiamo pezzi di scuole chiuse. Sulla spesa corrente, ho esaminato analiticamente le uscite, con gestioni più sinergiche, verificando i centri di costo. Qualcosa si è fatto anche in Comune, non abbastanza. Nei primi anni di questa amministrazione, abbiamo tagliato in maniera aritmetica». M.F.