Teatro Da martedì alla Pergola il capolavoro di Brecht con Alarico Salaroli e Marco Zannoni «In tutte le guerre c'è qualcuno che ci guadagna». Lo afferma Madre Coraggio, nell'omonimo capolavoro di Bertolt Brecht, in scena da martedì (ore 20:45) a domenica (15:45) al teatro della Pergola, per la regia di Cristina Pezzoli. Nei panni della vivandiera che durante la Guerra dei Trent'anni vende la sua merce ai soldati, cercando di lucrare fra le varie battaglie, c'è Isa Danieli, che interpreta questo cinico personaggio con grande forza e profondità. Anche se è un ruolo «lontanissimo dal mio modo di vedere le cose», dice l'attrice. Una madre così cinica che non riconosce il proprio figlio per non perdere il proprio commercio. Ma «questo dipende dalla guerra», continua Isa Danieli. «Anche nella seconda Guerra Mondiale era così: basti pensare a «Napoli milionaria », che ho interpretato con Eduardo: Amalia Jovine decide di arricchirsi con la borsa nera; la guerra la conduce verso il cinismo e la violenza». Non è quindi un caso se lo spettacolo va in scena adesso, con la guerra che diventa sempre più di attualità. «Quello che sta accadendo nel mondo è stato forse il principale motivo che ci ha portato a scegliere questo testo: quando si fa teatro si cerca di far riflettere il pubblico su problemi di attualità». Per questo il testo è stato avvicinato alla nostra quotidianità. Non con bizzarre semplificazioni ma con un sapiente adattamento del testo che non ne contamina l'essenza, ma cambia il linguaggio. Il drammaturgo Antonio Tarantino ha infatti rielaborato la traduzione di Roberto Menin utilizzando un linguaggio eterogeneo: ci sono personaggi che parlano in italiano, mentre altri usano diversi dialetti, contribuendo così a caratterizzare i protagonisti della vicenda. «Generalmente Brecht è tradotto in un italiano purissimo spiega Isa Danieli anche se in lingua originale il suo linguaggio è molto variegato. Io e Cristina Pezzoli abbiamo fatto dei provini per giovani attori e abbiamo iniziato a lavorare con ragazzi che venivano da diverse regioni d'Italia e che parlavano molti dialetti. D'altronde nelle guerre si incontrano persone di varie origini, per questo abbiamo scelto di mantenere questa varietà linguistica». Nella sua avventura, Madre Coraggio è accompagnata da due oscuri personaggi: un cappellano, Alarico Salaroli, e un cuoco, Marco Zannoni. «Tutti e tre sono nel tragico commercio della guerra dice Zannoni sono figure legate dall'opportunità, dal bisogno e dal commercio; il loro incontro nasce da queste ragioni, che purtroppo sono alla base anche di molte relazioni del giorno d'oggi. Il cappellano, che dovrebbe essere un condensato di virtù, si rivela un cinico pastore di anime, mentre il cuoco è una sanguisuga della guerra, che cerca di succhiare denaro dal conflitto armato. Anche per lui la pace è un misfatto. La morale del cuoco è il qualunquismo. Io canto tre canzoni sulla virtù, che Tarantino ha rivisitato pensando a Falcone, Borsellino e alla Politkovskaja. Si afferma che le virtù sono pericolose: è ovviamente una provocazione, ma molto attuale, si parla di eroi che hanno fatto azioni gloriose, ma che hanno fatto una brutta fine. Quindi, si dice, conviene pensare solo al proprio tornaconto. È un inno al qualunquismo. Io spero che il pubblico ne percepisca tutto l'orrore». Ma agli attori preme anche rispondere all'articolo di Baricco uscito giorni fa su Repubblica, in cui lo scrittore si schiera contro i finanziamenti pubblici al teatro proponendo di ricorrere al capitale privato. «Ci ha molto colpito questa presa di posizione afferma Alarico Salaroli per diverse ragioni: innanzi tutto l'ingresso dei privati condizionerebbe in maniera insopportabile la programmazione perché i finanziatori avrebbero le loro pretese. Ma poi Baricco dice che ''un uomo che ha messo su tre canali televisivi" è riuscito a smantellare tutto un fortilizio di pubblici, di programmazioni e di spettacoli. Secondo noi le televisioni private non hanno fatto ''informazione" ma, soprattutto, "formazione", e in questi anni hanno promosso una cultura spaventosa». Sottoscrive Isa Danieli, anch'essa sdegnata dell'intervento di Baricco. Da martedì, al Teatro della Pergola, la compagnia porterà in scena «temi rilevantissimi, scottanti, molto attuali», come dice Salaroli. Resta solo da augurarsi che le parole di Brecht, per bocca degli attori, possano offrire al pubblico una spinta nuova per riflettere su tutte le nostre guerre, siano esse reali o anche soltanto verbali.