Un geometra condannato per abusivismo edilizio alla presidenza del Parco dei Monti Aurunci; un agente immobiliare alla Val Grande; un pasdaran della rivolta anti-parchi alla guida di quello dell'Arcipelago toscano. Sono solo tre delle «perle» infilate una dopo l'altra dal ministro dell'ambiente Altero Matteoli: che nei parchi - denunciano associazioni ambientaliste, verdi e cittadini delle varie zone interessate - non entra a piedi nudi come voleva la famosa commedia americana, ma con gli scarponi chiodati. E non per farsi una passeggiata. L'ultima in ordine di tempo è la nomina, ratificata dalla camera mercoledì, del signor Alberto Actis a presidente del parco della Val Grande (regione Piemonte). I titoli di Actis sono presto detti: agente immobiliare, consigliere comunale di An. Protesta Italia nostra: bisognerebbe evitare, dice, che chi ha interessi in campo immobiliare controlli i parchi naturali. Figuriamoci: al suo esordio Matteoli insediò al Parco nazionale del Cilento un costruttore, al confronto un agente immobiliare è una mammoletta. La nomina del costruttore fu poi bloccata dal Consiglio di stato, ma i giudici (toghe verdi, in questo caso) non fermarono la corsa di Matteoli, il quale da allora fece cadere come birilli un parco dopo l'altro. E allora: la regione Toscana non vuole sentire ragioni sullo spoil system ambientale? Il ministro commissaria il Parco dell'Arcipelago con il sig. Barbetti, che tra i suoi titoli ha l'attiva partecipazione alle manifestazioni contrarie all'istituzione del parco stesso. La stessa regione, insieme all'Emilia, vorrebbe partecipare alla nomina del nuovo presidente del Parco delle Foreste casentinesi (confortata in ciò da quegli altri giudici «verdi» della Consulta)? Il ministro fa passare il tempo anche dopo la scadenza e prepara un altro commissariamento (un colonnello della Forestale, o la Scopelliti di Forza Italia, o un fedelissimo di An). Il Parco delle Dolomiti Bellunesi funziona che è una bellezza, taglia per primo il traguardo della qualificazione europea per qualità ambientali e gestionali, associazioni, movimenti e popolazioni locali firmano appelli su appelli per la riconferma del presidente uscente Valter Bonan? Il ministro fa scaldare a bordocampo il signor De Zordo, sindaco di Cibiana (comune fuori dal parco), guarda un po' di An, e prepara il benservito per Bonan. Traballa anche il presidente del Parco del Gargano - che è anche a capo della Federparchi, alle cui richieste e sollecitazioni in 11 punti sul futuro dei parchi il governo non ha mai mandato neanche una riga di risposta. «Da quando c'è, noi ci ha mai convocato, di quello che fanno i parchi si disinteressa totalmente», dice Tonino Perna (Parco dell'Aspromonte, l'unico che tra le tante cose ha anche una sua moneta). Dunque non si conosce la linea strategica che tutti questi neoambientalisti di An porteranno nei parchi. Al margine e in parallelo corre la trattativa per aprire una parte delle zone protette alla caccia. Ma prima ancora di sapere di preciso perché, Matteoli occupa una casella dietro l'altra. Peccato che queste caselle corrispondano ad altrettanti nostri tesori. Nel caso del Lazio, poi, la regione è incorsa in un infortunio abbastanza clamoroso. Lo denuncia il verde Bonelli: «a parte l'incompetenza a occuparsi di parchi, il fatto nuovo è che il signor Paolo Stamigna, nominato in febbraio alla presidenza del parco naturale regionale dei Monti Aurunci, geometra e consigliere comunale di An a Itri (Frosinone), in marzo è stato condannato per abusivismo edilizio». Nello specifico, la condanna - in primo grado - è a 6 mesi di reclusione e a una multa di 16.000 per la direzione dei lavori di 4 villini abusivi a Itri (contrada San Martino). Se il ministro entra nel parco con gli scarponi chiodati, qualcun altro ci sta entrando con i bull-dozer.
AMBIENTE Abusivo è il Parco. Tutti gli uomini di Matteoli
Il ministro dell'ambiente Altero Matteoli ha nominato diversi nuovi presidenti dei parchi naturali, tra cui un geometra condannato per abusivismo edilizio, un agente immobiliare e un pasdaran della rivolta anti-parchi. Le associazioni ambientaliste e i cittadini delle zone interessate hanno denunciato le nomine, affermando che i nuovi presidenti non hanno le competenze necessarie per gestire i parchi. Il ministro ha anche nominato un costruttore al Parco nazionale del Cilento, che è stato bloccato dal Consiglio di stato. Le regioni Toscana e Emilia-Romagna hanno espresso desiderio di partecipare alla nomina del nuovo presidente del Parco delle Foreste casentinesi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo