«La Consulta farà giustizia» NAPOLI L'11 maggio prossimo è una data molto attesa da tanti sindaci e cittadini italiani. Il riferimento al numero 11 in questo caso non è strumentale a creare allarmismi per qualche attentato previsto, presunto o sventato. Quel giorno, infatti, la corte costituzionale si pronuncerà sui ricorsi contro il condono edilizio presentati da Campania, Toscana, Emilia Romagna, Marche, Friuli Venezia Giulia Umbria, Lazio e Basilicata. E ieri a Napoli, durante la conferenza di Legambiente «Io non condono» si sono confrontati molti amministratori locali del sud Italia per ribadire la loro fiducia nei giudici della Corte. Alzando ancora di più la voce contro l'ulteriore proroga al 31 luglio, concessa dal governo. «Questa legge stimola la furbizia di troppe persone», sbottano i presenti alla conferenza. All'incontro promosso dall'associazione ambientalista contro la realizzazione di «Berlusconia», la città degli abusi edilizi, ha preso parte anche il presidente della regione Campania Antonio Bassolino per ribadire come, poprio in seguito alla proroga, la battaglia contro il condono edilizio si sia trasformata ancora di più in una lotta contro l'inciviltà e l'illegalità. Il governatore della Campania ha colto l'occasione per ricordare come il governo abbia preferito saltare tutti gli iter istituzionali previsti dalla svolta federalista e varare una legge senza confrontarsi con gli enti locali. «Il governo si è appropriato di poteri che non gli spettano - accusa Bassolino - in seguito alla modificazione del titolo V della costituzione, il governo avrebbe dovuto convocare la conferenza stato -regioni - autonomie locali per discutere insieme delle scelte da prendere per "fare cassa". Se si fosse deciso tutti insieme che non era necessario un condono, come credo che sarebbe avvenuto, a quel punto anche le scelte alternative al condono per riempire le casse dello stato, dovevano essere discusse con le autonomie locali». L'attacco di Bassolino non è soltanto politico. Il governatore critica il merito del provvedimento ma soprattutto il metodo. L'iniziativa di Legambiente contro il condono edilizio è davvero trasversale, come dimostra la partecipazione del sindaco forzista di Otranto, Francesco Bruni. «Se Otranto oggi è una delle località più belle e incontaminate della nostra penisola, lo si deve alla cultura che si è consolidata in questi anni, tutta volta al turismo e all'abbattimento degli edifici abusivi». Sin dal suo insediamento Bruni si è battuto proprio contro le logiche che il secondo condono edilizio dell'era berlusconiana invece vorrebbe favorire. Ma non è il solo. Contro gli ecomostri da anni si batte anche di sindaco Castelvolturno, Antonio Scalzone, anch'egli esponente di Forza Italia. Castelvoltuno da simbolo della speculazione edilizia si è trasformato nel comune che più di tutti ha beneficiato della lotta all'abusivismo in Campania da quando sono state abbattute le orrende torri del Villaggio Coppola. Il primo cittadino del comune casertano è sempre stato a favore della politica del suo governo, soprattutto quando la scorsa estate ha denunciato i padri comboniani di Castelvolturno sostenendo che proteggevano gli immigrati che vivono da anni nella cittadina. Ma questa volta proprio non ci sta: «Io sono contro i condoni e l'abusivismo edilizio - spiega - il 5 del bilancio del comune che amministro è sempre indirizzato alle politiche di risanamento della zona. Le prossime battaglie che condurremo saranno contro il dilagare degli stabilimenti balneari abusivi». Un messaggio di solidarietà via video l'ha mandato anche il sindaco di Roma Walter Veltroni annunciando l'intenzione di monitorare ogni sei mesi il territorio romano con fotografie dall'alto. Un sistema di monitoraggio, come ha promesso l'assessore all'edilizia del comune partenopeo, Amedeo Lepore, che adotterà anche Napoli. Le immagini degli scempi edilizi serviranno ad interventi per combattere quello che rimane il motore centrale dell'abusivismo edilizio: la connivenza tra i costruttori edilizi e la camorra. Anche Bassolino sottolinea come il cemento illegale alimenti ancora le attività della criminalità organizzata e auspica una presa di coscienza di tutti per ridimensionare questi fenomeni. «Per anni ci hanno detto che la camorra non si combatteva con il movimentismo. E' così - conclude Bassolino -, ma è anche vero che non si combatte soltanto con la polizia e con le leggi, sono necessari anche lo spirito civico e i movimenti».