Del restauro dello chalet liberty (chiuso per motivi igienico sanitario nell'ormai lontano 2003), della riqualificazione della Rotonda d'Ardenza e della sua futura utilizzazione se ne parla ormai da anni, ed ha davvero dell'incredibile il fatto che oggi si scopra che si sia quasi punto e a capo un'altra volta. Già, perché sembra proprio che tra l'amministrazione comunale e il soggetto che si è aggiudicato provvisoriamente l'appalto (la società è composta da Frangerini srl di Livorno e da Engineering service srl di L'Aquila) ci siano delle divergenze così notevoli che non si può escludere il rischio che l'intera operazione vada a rotoli. Ciò significherebbe aver buttato via più di due anni, con gravi ripercussioni sugli interessi di entrambe le parti, ma anche e soprattutto, della collettività. Ma com'è possibile che si sia arrivati a questo punto? A Palazzo Civico si preferisce tacere, e il silenzio tradisce un serio imbarazzo su questa vicenda che si sta trascinando da troppo tempo senza che sia stata trovata una via d'uscita. E intanto il tempo passa, inesorabilmente. Quello che si sa è che nel corso dei mesi passati il progetto di restauro iniziale è stato adeguato più volte dal punto di vista architettonico anche sulla base delle indicazioni della Soprintendenza. Con tanto di aumento dei costi dell'operazione: per il restauro dello chalet e la riqualificazione del parco non sarebbero più sufficienti 1.200.000 ma oggi ci vorrebbero quasi 2 milioni. Questo spiega lo slittamento dell'inizio dei lavori, ma non il mancato affidamento dell'incarico alla società guidata da Frangerini. Dunque ci deve essere dell'altro. E infatti pare che Comune e soggetto attuatore non riescano a trovarsi d'accordo neppure sul contenuto della convenzione che dovrà regolare la gestione dello chalet. Ci sono stati diversi incontri fra le parti, poi la Engineering Service - Frangerini ha presentato una richiesta di integrazione alla convenzione redatta dal Comune: tra le ipotesi previste, anche quella di destinare parte del parcheggio auto al servizio esclusivo dei clienti dello chalet. Il Comune dovrà ora rispondere formalmente e la sensazione è che le richieste non saranno accolte. Di qui il rischio della rottura. (a.g.)