Dopo un anno si scopre che l'appalto non è ancora stato affidato Il restauro doveva iniziare nel settembre scorso, ora l'operazione è a rischio LIVORNO. Poco meno di un anno fa, era il maggio 2008, l'amministrazione comunale annunciò - con una nota ufficiale - che i lavori di riqualificazione dello chalet della Rotonda (con risistemazione del parco circostante) sarebbero iniziati entro la fine di settembre dello stesso anno. Scadenza poi confermata dal sindaco Alessandro Cosimi nel corso di un dibattito alla festa del Partito Democratico svoltosi il 1 settembre 2008. Da allora, però, non si è saputo più nulla, e le migliaia di livornesi che frequentano più o meno abitualmente la Rotonda d'Ardenza si sono certamente resi conto che i lavori di restauro dello chalet non sono mai iniziati. Tanto che la struttura continua a versare in uno stato di grave degrado. Così come la pineta che lo circonda. Ma c'è di più, perché oggi, a più di un anno di distanza dall'apertura delle buste (era la fine del 2007) per l'affidamento dei lavori e per la successiva gestione della struttura, si scopre che l'appalto non è mai stato formalmente assegnato alla società che si era aggiudicata al bando di gara. Sì, proprio così: siamo ancora fermi all'assegnazione provvisoria all'Ati Engenering service srl - Frangerini, e questo spiega perché ancora non sono partiti gli interventi previsti dal bando di gara per il recupero, la riqualificazione e l'ampliamento dello chalet. Tutta colpa, a quanto pare, delle modifiche apportate al progetto iniziale (d'intesa con la Soprintendenza) e delle successive difficoltà nel trovare un'intesa sui termini della convenzione. Fatto sta che la vicenda sembra essere ad un punto morto. E pensare che la giunta comunale il 18 aprile 2008 aveva dato mandato al dirigente responsabile del procedimento di provvedere all'aggiudicazione definitiva. Un atto che era stato definito con specifica disposizione dirigenziale, mentre nella nota nell'amministrazione comunale (datata 14 maggio 2008) si sottolineava che "contemporaneamente, alla stregua di quanto avvenuto per l'acquario Cestoni, gli uffici stanno mettendo a punto, insieme al soggetto attuatore, il progetto operativo per realizzare le opere previste», e si annunciava appunto «che l'inizio dei lavori veri e propri è previsto per il mese di settembre». Cosa che non si è verificata. E quel che è peggio, è che questa situazione di abbandono della Rotonda d'Ardenza si sta trascinando dall'ottobre 2006. Nell'estate di tre anni - dopo che il Tirreno aveva segnalato più volte la situazione di scarso decoro in cui si trovava uno degli angoli più suggestivi di Livorno - il Comune aveva liberato il piazzale dai camper e dalle baracchine dei due paninari (poi spostati il largo Christian Bartoli) e sembrava che ci fossero buone prospettive per il rilancio dello chalet liberty della pineta: al bando di gara del Comune - che intendeva trasformare lo chalet in un punto di ritrovo culturale oltre che di somministrazione di cibi e bevande - erano arrivate ben nove dichiarazioni di interesse per la ristrutturazione e la gestione. Verso la fine del 2007 c'era stata l'apertura delle buste per l'affidamento dei lavori e della successiva gestione della struttura: due quelle depositate per lo chalet liberty della Rotonda. Di queste, la commissione giudicatrice ne aveva esclusa una non ritenendola conforme e quindi in gara era rimasta solo l'associazione temporanea di impresa composta da Frangerini srl di Livorno e da Engineering service srl di L'Aquila. A marzo, poi, sembrava che l'iter procedurale fosse concluso, con la assegnazione provvisoria dell'appalto a Frangerini e soci. Dopo, però, solo silenzio.