Quarantamila costruzioni illegali realizzate da quando il governo ha annunciato il condono edilizio. Uno scempio contro il quale protestano gli amministratori locali riuniti a Napoli Volendo lo si può considerare un affare tra proprietari di case. Da una parte Silvio Berlusconi, titolare della Casa delle libertà, dall'altra i padroni di migliaia di case abusive nate e moltiplicatesi grazie a lui in soli dodici mesi. Quante sono? Tante. Decine e decine di migliaia. Per la precisione 40 mila tra abitazioni, capannoni industriali, intere attività produttive ma anche stalle. Una moltitudine di costruzioni abusive che, se fosse possibile radunare tutte assieme, darebbero vita a una città più grande di Catanzaro o di Agrigento ma che invece si trovano sparse lungo tutto il territorio nazionale, comprese le aree protette e i litorali. In alcuni casi si tratta di veri e propri sfregi alla natura e alle leggi del paese resi possibili dal condono edilizio messo in atto da governo. «Era dalle metà degli anni Novanta che non si registrava un così consistente boom del cemento abusivo» denuncia Legambiente autrice, insieme al Cresme, di una dettagliata analisi sul fenomeno. Lo studio ha fatto da base alla conferenza nazionale sull'abusivismo edilizio e sanatoria intitolato «Io non condono», organizzata a Napoli dall'associazione ambientalista e alla quale hanno preso parte tutti quei sindaci e presidenti di regione che, a prescindere dal proprio orientamento politico, hanno scelto di opporsi all'ennesimo colpo di spugna del governo. «La decisione di prorogare i termini del condono edilizio è una scelta oltre che miope, sbagliata e irresponsabile anche fallimentare dal punto di vista delle entrate», ha detto il presidente di Legambiente Roberto Della Seta sottolineando come dal punto di vista finanziario la sanatoria abbia fruttato alle casse dello stato meno di un decimo dei 3,8 miliardi di euro annunciati (e attesi) dal ministro del Tesoro Giulio Tremonti. E' la seconda volta che il governo Berlusconi vara un condono edilizio dopo quello del 1994. Questa volta l'obiettivo era quello di far diventare legali le 362 mila costruzioni abusive realizzate da allora al 2002, grazie anche alla criminalità organizzata che proprio nell'abusivismo vede una fonte ingente di guadagni. Si calcola che siano infatti ben 130 i clan della mafia, della camorra e della ndrangheta con interessi in questo particolare «settore». Ma gli effetti negativi del condono non sono solo quelli di ingrassare l'economia illegale. Anzi, forse ben più gravi sono i danni che provoca nella cultura del paese, ingenerando negli abusivi la convinzione che il rischi per chi realizza un abuso edilizio siano davvero pochi. La conseguenza è una maggiore spinta a provarci, a costruire nuove case, ampliare quelle già esistenti, realizzare capannoni, magazzini e quant'altro convinti che in futuro sarà comunque possibile sanarle. «Tra il 2001 e il 2003 - denuncia Legambiente - l'incremento della produzione abusiva è stato del 41, con un numero assoluto di edificazioni illegali che nell'anno appena trascorso si attesta vicino alle 40 mila unità, mentre appunto dal 1996 al 2001 il trend vedeva una costante diminuzione degli abusi». Del resto i momenti migliori in cui Berlusconia (come Legambiente ha voluto battezzare la città illegale) cresce sono proprio quelli successivi all'annuncio di un'imminente sanatoria: «Negli anni in cui si è discusso il primo condono (varato poi nel 1985) le costruzioni abusive superarono nel 1983 il tetto delle 105 mila, nel 1984 la cifra di 125 mila», spiega Della Seta. «Erano state 70 mila nell'82 e scesero a 60 mila nel 1985. Anche oggi la sola ipotesi di condono edilizio, seguita poi come tutti sappiamo dalla realtà, ha alimentato gli interessi illegali che di condoni si sono sempre nutriti. Più vasto dei precedenti, perché per la prima volta legalizza anche migliaia di abusi commessi sul demanio, nelle aree protette e in altre zone pregiate». Infine va ricordato come, seppure pensato per rimpinguare le casse dell'erario, in realtà il condono finisca col prosciugare quelle dei Comuni, i quali devono far fronte alle spese di urbanizzazione per le aree in cui si trovano le abitazioni ex abusive. Insomma, un vero affare. Niente male per un presidente imprenditore.
CONDONO Berlusconia, la città abusiva
Il governo ha annunciato un condono edilizio che prevede la legalizzazione di 40 mila costruzioni abusive realizzate da quando è stato messo in atto. Questo condono è stato varato da Silvio Berlusconi e ha già alimentato gli interessi illegali, con migliaia di clan della mafia, della camorra e della ndrangheta che si sono avvicinati a questo settore. Il condono ha anche ingenerato negli abusivi la convinzione che i rischi siano pochi, portando a una maggiore spinta a costruire nuove case e ampliare quelle già esistenti.
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