Caro direttore, leggo l'articolo «pentito rassegnato » di Marco Rossi a proposito di piazzetta Cariati. Mi sembra di dover ribadire l'importanza dell'iniziativa per la sistemazione e l'arredo della salita Cariati fino alla piazzetta omonima, affidatami dal Centro di Musica Antica Pietà de' Turchini nella mia doppia veste di architetto e di scultore. Vari sono stati nel passato gli interventi dello stesso tenore realizzati ai Quartieri spagnoli, in via Concezione a Montecalvario, in via San Nicola a Nilo, a rua Catalana. Per una serie di ragioni particolari non ho potuto seguire fino in fondo la stesura finale e l'esecuzione dei lavori. Del mio progetto originario, condotto da me con grande trasporto e passione, nella esecuzione, di cui sono estraneo, è stato mantenuto lo spirito di fondo: l'alberatura continua, la regolamentazione della sede stradale, l'idea della piazzetta prima inesistente e sin dalle prime battute da me disegnata arretrando l'imbocco su corso Vittorio Emanuele. In seguito, una non felice collaborazione con la direzione dei lavori affidata ad altri (architetto Franco Iovanna), ha portato alla sistemazione rigida e inospitale della piazzetta la cui idea di fondo è stata stravolta. Ora è un passaggio con alberi sproporzionati e una folla di lampade. Nonostante ciò, sulla scorta delle esperienze precedenti, ho fiducia che, con doverosi ritocchi su alcune esecuzioni, alla fine si possa salvare il progetto originario raggiungendo gli obiettivi che ci si era prefissi. Per la piazzetta inferiore, piazzetta Santa Caterina da Siena, non so cosa sia stato presentato. Lamento di essere stato tenuto all'oscuro dei mutamenti apportati alla mia originaria visione. Per quanto riguarda piazzetta Cariati riprenderei le proposte da me schizzate (dipinte), più delicate, a piccola esedra e con alberi di piccole dimensioni e panche ricurve con sculture a tema, così come si può vedere dai disegni pubblicati a corredo dell'intervento di Marco Rossi sul Corriere del Mezzogiorno del 24 febbraio. Oltretutto per le «lampade teatrino», secondo la mia personale poetica, penserei a una sequenza meglio orchestrata con piccole sculture poste al loro interno come in una galleria a cielo aperto. Questi e altri piccoli accorgimenti possono riavviare il percorso positivo a suo tempo ben iniziato. Proprio la sequenza delle lampade teatrino potrà costituire una modalità singolare con forte carattere decorativo sui temi della cultura (il «Suonatore di libri») e della musica per la prestigiosa presenza dell'Istituto Suor Orsola Benincasa e il Centro di Musica Antica Pietà de' Turchini. All'arte, nel senso più ampio del termine, affiderei una capacità di riscatto, come era del resto nei propositi originari. Quello che feci per rua Catalana è un riferimento preciso. Aggiungere sensibilità d'arte agli aggiustamenti in una importante strada stretta che si inerpica e unisce due zone diverse della città (città che rimane splendida in ogni caso) è l'obiettivo principale anche per la Fondazione San Paolo che potrebbe nello stesso spirito accogliere la richiesta di intervento su un altro lotto ai Gradoni di Chiaia. Userei la stessa lampada teatrino a mensola con sculture fatte dai ragazzi della Sanità (un nuovo laboratorio). Per il resto valgono delle trovate ad hoc, delle intuizioni particolari per il prosieguo dei lavori. Mi piace trasformare un'occasione di progetto in un incentivo al laboratorio in cui si formano ragazzi senza lavoro (laboratorio «Progettazione e compassione » come uso chiamarlo). I prodotti elaborati con spirito creativo, e in particolare dai nostri ragazzi, sono rispettati e ben voluti. È una nota sperimentata ad esempio nel «Giardino degli Aranci» al rione Sanità e a rua Catalana in cui continuo a credere e sperare.
NAPOLI -- Per il progetto di piazzetta Cariati non sono né pentito, né rassegnato
Marco Rossi, architetto e scultore, ha presentato un articolo pentito riguardante la sistemazione e l'arredo della salita Cariati fino alla piazzetta omonima. Rossi aveva inizialmente condotto il progetto con grande passione, ma una collaborazione non felice con la direzione dei lavori ha portato a una sistemazione rigida e inospitale della piazzetta. Nonostante ciò, Rossi ha fiducia che il progetto originario possa essere salvato con doverosi ritocchi. Ha proposto nuove idee per la piazzetta, come alberi di piccole dimensioni e panche ricurve con sculture a tema.
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