Crt già pronta con un progetto per gestire Palazzo Madama Un sondaggio tra i turisti: vengono a Torino soprattutto grazie al passaparola Un euro investito in cultura ne rende più di sei «Torino ha utilizzato gli investimenti strutturali nella cultura per scongiurare il rischio di declino che si prospettava nel 2000 con la crisi dellauto. Ma il problema che si pone oggi è la sostenibilità. Non vedrei male che alcuni beni e musei, soprattutto per larte contemporanea, divenissero autonomi o fossero gestiti dalle fondazioni bancarie, secondo gli indirizzi e con il controllo degli enti locali». Sergio Chiamparino, durante lintervento di saluto al V Congresso nazionale degli assessori alla cultura e al turismo, ha riaperto il capitolo investimenti dei privati nella cultura che «ha profuso orgoglio nei torinesi - sottolinea il sindaco - occorre a questo punto rendere il più possibile efficaci gli investimenti fatti». Le fondazioni bancarie non sembrano essere sorde al richiamo del primo cittadino. Qualche cosa si è già mosso per inaugurare una fase 2 della gestione dei musei cittadini ed esiste già un progetto ad hoc della Fondazione Crt su Palazzo Madama. Lidea di fondo non sarebbe quella di rilevare il museo, ma di partecipare, attraverso manager indicati dagli enti di origine bancaria, per far rendere di più il museo lavorando sul marketing, sulla pubblicità, sugli eventi, attraendo così clienti che potrebbero apparire diversi dal pubblico abituale. Ad esempio aziende. «Il sindaco ha ragione - dice Angelo Miglietta, segretario della Fondazione Crt - se la Tour Eiffel rende alla città di Parigi 9 milioni di euro perché i musei della città non possono, con le dovute differenze, intraprendere la stessa strada». Quella imboccata già in piccolo dalla Reggia di Venaria. Chiamparino, durante il convegno, si è rivolto al presidente della Fondazione Antichità Egizie Alain Elkann, presente allincontro, ha poi indicato lattuale forma di gestione del museo di via Accademia delle Scienze come uno dei fiori allocchiello del nuovo corso. E metà delle persone che arrivano a Torino hanno come meta proprio il Museo Egizio. Lo rivela la ricerca «Progetto Capitale culturale. Cultura motore di sviluppo per Torino». La terza edizione della valutazione delle ricadute economiche degli investimenti in cultura sul territorio. Promossa dal Comune con Fondazione Crt e Compagnia di San Paolo e realizzata dal dipartimento di Economia aziendale delluniversità di Torino, con il coordinamento del professor Piergiorgio Re, si riferisce al 2007 con alcune rilevazioni fatte nel 2008. Nel 2007 si è assistito a una crescita della ricaduta economica rispetto allanno precedente, quello delle Olimpiadi (1 euro investito ne genera 6.18, nel 2006 il rapporto era di 1 a 5.37), si riscontra in genere un maggiore afflusso turistico dettato da motivi culturali. In base a 8mila questionari distribuiti a visitatori non piemontesi in alberghi e musei, tra aprile e luglio 2008, emerge che il 41 degli intervistati è arrivato Torino grazie al passa parola, il 24 attraverso le agenzie di viaggio, il 10 navigando su Internet, il 7 dalla Tv, il 2 dalla stampa e l0, 9 dalla radio. Motivi della visita? In testa lofferta complessiva (55). Il 21.4 per lavoro, il 9.6 per eventi, il 5.1 per incontrare parenti o amici, il 3 per studio. Quanto spendono i turisti? Per il pernottamento una media di 91 euro, oltre ai 106 euro per pasti (51.95), visite a musei o spettacoli (24.93), spostamenti (12.91), shopping (9.47) e acquisti di prodotti tipici (6.85). Il mordi e fuggi di una giornata vale 104 euro.