LIRICA E DINTORNI. Prima riunione del consiglio d'amministrazione dopo i quattro mesi di commissariamento. Esaminata la situazione finanziaria dell'ente Accantonato l'utile di 2 milioni del 2008. Per il 2009 previsto il pareggio. E Girondini torna sovrintendente I soldi, prima del «do» di petto. Altrimenti il «do» di petto si trasforma in canto del cigno. Allora: bilancio consuntivo 2008 in pareggio e con un utile accantonato di circa 2 milioni. Bilancio previsionale 2009 in pareggio pur con 2,2 milioni in meno dal Fus (Fondo unico per lo spettacolo) e calcolando un tre per cento in meno di entrate per un eventuale calo di pubblico per la crisi economica. Se la musica vuole cambiare i conti devono essere a posto. Ora e per sempre. E se serve si tira la cinghia. RISPARMI. Il nuovo Consiglio di amministrazione della Fondazione lirica Arena di Verona, riunitosi per la prima volta, nomina ancora sovrintendente Francesco Girondini e pone i paletti per la gestione futura. E dichiara, con il presidente e sindaco Flavio Tosi, che il bilancio consuntivo 2008, che si chiuderà il 30 aprile, «è in attivo», dopo un «2007 chiuso con un saldo negativo di 4,6 milioni e con un bilancio previsionale 2008, presentato dalla precedente Sovrintendenza, che si sarebbe dovuto chiudere con un passivo di 3,4 milioni. Siamo invece riuscuti ad accantonare due milioni e ciò dimostra che un'amministrazione oculata può portare a bilanci positivi se si fonda su una gestione oculata delle risorse economiche a disposizione». La «cura», spiegata da Girondini e Tosi insieme ai consiglieri di amministrazione Elio Mosele, presidente della Provincia, Giulio Violati e Luigi Tuppini, per il ministero dei beni culturali e Renzo Rossi, per il Comune è consistita innanzitutto nel non produrre nuovi spettacoli. Nel 2009 sarà invece riallestita la «Carmen» di Zeffirelli e il 24 luglio verrà mantenuto il Galà. «Rispetto al 2007, nel 2008 non abbiamo avuto cadute di qualità negli eventi in cartellone», spiega Girondini, «e abbiamo risparmiato un milione 900mila euro nell'acquisto di materiali, 780mila nel personale artistico scritturato, cioè dipendente, e nell'utilizzare personale a tempo determinato abbiamo risparmiato un milione e mezzo». Ciò significa, puntualizza Girondini, «per la prima volta dopo tanti anni essere riusciti a garantire una gestione virtuosa. E ciò senza tagliare sulla qualità visto che anche al teatro Filarmonico, dove la gestione precedente aveva generato molte perdite e che qualcuno dava già per chiuso, ha ottenuto risultati più positivi del previsto». Questo «grazie ai risparmi messi in atto e a una politica di collaborazione con la Fenice di Venezia e con il Teatro Verdi di Trieste, con i quali abbiamo scambiato gratis produzioni. Ma avremo scambi anche con il San Carlo di Napoli e il Carlo Felice di Genova». CONTRIBUTI. Sul versante economico, il tormentone della Fondazione negli ultimi anni, il Consiglio di amministrazione conta sul fatto che, nonostante nel bilancio di previsione 2009 siano stati messi meno 2,2 milioni di entrate dal Fus, il ministero per i beni culturali possa riportarlo al valore del 2008, pari a 15,5 milioni (i soci devono versare un contributo pari all'8 per cento del Fus). «Il ministro Bondi ci ha garantito che integrerà il Fus ed è sempre stato di parola», spiega Tosi, ricordando come «è grazie al ricorso vinto dalla Fondazione che sono stati rivisti i criteri di ripartizione del Fus, tenendo conto delle particolari esigenze dell'Arena». A Verona spetterà il 7,27 per cento del Fus distribuito a livello nazionale. PATRIMONIO. Sul fronte societario continuano le operazioni della Fondazione per rinforzarsi dal punto di vista patrimoniale, dopo che dal 2002 all'anno scorso era passata da 84 a 16 milioni. Dopo i magazzini di via Gelmetto, acquisiti dal Comune, la Fondazione otterrà sempre dal Comune un edificio dell'Arsenale, dove avrà la sede. Per completare l'operazione manca solo un parere della sezione regionale dell'avvocatura dello Stato. Quanto al cda, si attende la nomina dei consiglieri in quota a Regione e Camera di Commercio, che provvederà dopo l'insediamento del suo nuovo cda. Fondazione Cariverona continuerà a dare il contributo di socio, ma rinunciando al consigliere. Che dire ai lavoratori? Tosi: «Che abbiamo risanato la Fondazione lirica. Dipende poi dal ruolo del sindacato. C'è chi fa una corretta difesa dei lavoratori e chi fa politica o campagna elettorale».
VERONA - Fondazione Arena respira, ora i conti sono sotto controllo
Il Consiglio di amministrazione della Fondazione lirica Arena di Verona si è riunito per la prima volta dopo quattro mesi di commissariamento. La situazione finanziaria dell'ente è stata esaminata e si è previsto un pareggio per il 2009. Il bilancio consuntivo 2008 è stato chiuso con un utile accantonato di circa 2 milioni. Il nuovo sovrintendente Francesco Girondini ha spiegato che la cura per il bilancio è stata consistita nel non produrre nuovi spettacoli e nel risparmiare su materiali, personale artistico e utilizzo di personale a tempo determinato.
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