Nuovi ostacoli Si complica la consegna alla Fondazione: «Mancano alcuni adempimenti» Il ministro: dal Comune mi sarei aspettato collaborazione La critica: piuttosto che discutere di come risolvere i problemi, mi trovo di fronte ad iniziative già fissate ROMA Di rinvio in rinvio, di questione tecnico- amministrativa in questione tecnico-amministrativa si sposta sempre più in avanti l'apertura del Petruzzelli. O meglio, il ministro ai Beni culturali rinvia la consegna delle chiavi del teatro alla Fondazione polisinfonica. Ieri mattina, durante al conferenza stampa convocata per illustrare la nascita e quindi l'apertura al pubblico della prima galleria pugliese dedicata all'arte moderna e contemporanea, Sandro Bondi - sollecitato dai giornalisti - ha parlato del teatro senza risparmiare frecciate polemiche all'indirizzo del sindaco barese, nonchè presidente della Fondazione. Ha detto il ministro, dunque, che «nulla osta alla riapertura del Petruzzelli, salvo aver espletato tutti gli adempimenti necessari». In cosa consistono questi adempimenti? Nel rilascio del nulla osta della Commissione di vigilanza sullo spettacolo che deve, in sostanza, certificare che nell'immobile tutto è in ordine, tutto è predisposto secondo le norme antifortunistiche e di sicurezza. Su ciò che ancora difetterebbe al Petruzzelli per poter essere riaperto diciamo qui accanto; per Bondi, però, sono le dichiarazioni di Michele Emiliano quelle che lo hanno fortemente irritato, cioè l'annuncio sull'inaugurazione del Petruzzelli il 21 marzo con l'opera di Puccini Turandot, per la regia del maestro Roberto De Simone. Il ministro, che al termine dell'ultimo incontro con gli avvocati della famiglia Messeni Nemagna e con i rappresentanti della Fondazione, aveva detto che, concluso l'intero iter burocratico amministrativo, dal 1 febbraio ogni giorno sarebbe stato quello giusto per la consegna delle chiavi, ieri ha precisato: «Ho scritto al sindaco che sono necessari ancora degli adempimenti. Osservo soltanto - è la chiosa polemica - che avrei preferito, in questi mesi, un atteggiamento diverso da parte degli amministratori, nel senso di iniziare a discutere con me sulle cose che dobbiamo ancora risolvere per poter finalmente dare il via alla riapertura del teatro, piuttosto che farmi trovare di fronte a delle date prestabilite, a iniziative già fissate, sapendo che sono ancora da risolvere questioni di tipo tecnico- amministrativo». Insomma, troppa fretta sindaco, sembra dire il ministro ad Emiliano. Rosanna Lampugnani