Il viaggiatore che scende in Puglia difficilmente si ferma a Bitonto, il cui centro storico è un gioiello artistico sconosciuto ai più distratti. Dal 9 aprile avrà un motivo in più per una sosta nella città a nord di Bari: non solo la meravigliosa cattedrale romanica, nei cui sotterranei è stata scoperta non molto tempo fa un'area archeologica; non solo il torrione angioino e il museo diocesano più grande del Mezzogiorno cattureranno l'attenzione, bensì anche il cinquecentesco palazzo Sylos Calò che ospita la prima galleria pugliese di arte moderna e contemporanea. Ieri al ministero dei Beni culturali è stata annunciata l'inaugurazione del nuovo museo che accoglie la collezione di 229 dipinti e 108 disegni raccolti negli anni da Rosaria e Girolamo Devanna. Un patrimonio che i coniugi nel 2001 decisero di rendere pubblico donandolo allo Stato. Il Comune - come ha raccontato il sindaco Raffaele Valla - accettando la donazione dette il palazzo in comodato d'uso al ministero, per crearvi la galleria e oggi, dopo quattro anni di lavori per adeguare l'immobile e per catalogare le opere, predisporre i supporti conoscitivi e didattici, finalmente tutto è pronto. Su due piani, lungo un percorso articolato in cinque sezioni, sono disposte le opere secondo un criterio cronologico che va dal Cinquecento al Novecento. Fuori percorso un frammento di pittura su tavola con una Testa di santa, attribuita, oralmente, da Federico Zeri al pittore trecentesco Giovanni da Rimini. I dipinti, i lavori preparatori, le copie, i soggetti a carboncino o pastello raccontano l'arte nazionale e internazionale secondo un filo conduttore seguito dai Devanna per i loro acquisti o scambi. Il Cinquecento è rappresentato in modo particolare da una tavola di El Greco, da una Santa Maria Maddalena dell'ambito di Veronese. Il Seicento e il Settecento, i secoli d'oro della pittura barocca, vantano opere di Artemisia e Orazio Gentileschi, artisti scoperti e amati negli ultimi anni anche dal grande pubblico; un Ritratto di uomo con baffi e pizzetto dell'ambito dell'immenso Velazquez. L'Ottocento è illustrato significativamente da un bozzetto di Delacroix e dal Ritratto maschile di De Nittis, il pittore barlettano che con Boldini e Zandomeneghi rappresenta l'impressionismo italiano. Per il Novecento un nome su tutti: Sartorio, con Figure femminili davanti all'ingresso di una chiesa. «Ci troviamo di fronte ad un evento culturale della massima importanza - ha detto il ministro Sandro Bondi, il quale con il direttore regionale per i Beni culturali Ruggero Martines e il soprintendente pugliese Fabrizio Vona, ha tenuto la conferenza stampa - un evento frutto della sinergia tra governo centrale ed enti locali. E' anche la testimonianza diretta che l'Italia non limita il suo patrimonio artistico a poche città d'arte, ma può contare su tutto il suo territorio ».