Nell'inchiesta sui terreni d'oro che riguarda l'Authority c'è anche un capitolo dedicato l'acquisto della vecchia sede della Cgil in Corso Mazzini. Aldo Beccani, segretario generale dell'Autorità Portuale dal 2003 al 2005, e Roberto Canessa, il professionista pagato dall'ente per le perizie sulle aree da acquistare, soci in affari dall'aprile 2004, avevano investito i propri risparmi nella ristrutturazione e vendita della palazzina dove fino al 2003 è stata la Cgil. Due milioni e 670mila euro il prezzo pagato per l'ex sede cgiellina. L'operazione è al vaglio degli inquirenti. Il controllore che diventa socio in affari del controllato. Un testacoda che ha rischiato di far deragliare l'Autorità Portuale fuori dai binari della correttezza. Aldo Beccani è il controllore: dirigente amministrativo dell'Autorità Portuale da sempre e anche segretario generale dal settembre 2003 all'aprile 2005, è colui che ha gestito tutta la partita delle aree acquistate dall'ente per le "autostrade del mare": uno shopping di svariate decine di milioni di euro. Roberto Canessa, ingegnere, nominato dal tribunale e pagato dall'Autorità Portuale con laute parcelle, è il controllato, sulle cui perizie sovrintendeva Beccani. Un normale rapporto di lavoro, quello fra l'ingegnere e il dirigente portuale, che però diventa sodalizio d'affari e fa drizzare le antenne prima ai revisori dei conti e poi alla magistratura, già insospettiti per i valori fuori mercato (secondo l'ufficio tecnico erariale) di alcune delle perizie. I due mettono insieme una società, la Portocentro srl, coinvolgendo le rispettive mogli e alcuni amici (tra i quali un dirigente dei vigili del fuoco che oggi ha lasciato il corpo) e puntano dritto a un business immobiliare niente male. A quello che resta, al momento, l'unico affare della Portocentro: l'acquisto, la ristrutturazione, il frazionamento e la vendita dell'ex sede della Cgil in Corso Mazzini. «Noi non c'entriamo niente, non abbiamo avuto alcun rapporto con la Portocentro. Noi abbiamo venduto a un'altra società, La Mandorla Finedi» mette le mani avanti Piero Nocchi, segretario provinciale della Cgil. E i documenti gli danno ragione. Resta il fatto di una tempistica che ha invitato gli inquirenti a scavare più a fondo. La vicenda scorre su due piani. Uno, in superficie, che è quello dell'Autorità Portuale: Canessa rimette le perizie, Beccani istruisce le pratiche di acquisto delle aree che, dopo l'ok del presidente Marcucci prima e del commissario Lenzi dopo, vanno al comitato portuale per l'approvazione. L'altro piano, parallelo, che scorre carsico sotto i rapporti ufficiali, è quello degli affari tra Beccani e Canessa. Mentre si dibatte sul valore dell'area Veroni, con il perito che indica 8 milioni di euro e l'Ute che dimezza la stima a 4, i due diventano soci: è il 5 aprile del 2004, lo stesso giorno in cui l'Authority sceglie di pagare Veroni 8 milioni, con beneficio della parcella del perito, che viene pagato a percentuale sul prezzo, una sorta di provvigione sulla base delle tabelle che vengono applicate per questo tipo di prestazioni. Il 27 luglio 2004 il comitato portuale delibera l'acquisto del terreno di Collesalvetti. In quel momento la Portocentro aveva già messo gli occhi sull'immobile da comprare, valorizzare e vendere: la Cgil si era trasferita a Porta a Terra liberando l'immobile di Corso Mazzini. Il sindacato permuta la vecchia sede con la nuova, costruita dalla Finedi (detta anche la Mandorla) del gruppo Cepa. E il 28 ottobre 2004 la Portocentro acquista la palazzina dalla Finedi per 2 milioni 670 mila euro. Sono quattro piani fuori terra, che gli strumenti urbanistici consentono di trasformare in appartamenti. L'atto viene stipulato nello studio del notaio Alfieri. 529mila euro vengono pagati al momento della stipula, 1 milione 860mila saranno versati «entro 25 giorni» e con un preciso scopo: «affinchè - si legge nell'atto - Finedi li versi alla Cgil e alla Il Lavoro scrl». La triangolazione è così compiuta, la palazzina finisce alla Portocentro e la Cgil viene pagata. La Cgil aveva già comprato dalla Finedi - costruttrice della "torre" di via Giotto Ciardi a Porta a Terra - sei dei nove piani del palazzo. Anche la Portocentro compra dalla Finedi alcuni uffici al nono piano. La palazzina di Corso Mazzini viene ristrutturata e venduta. L'affare è fatto, tanto da rendere superflua la stessa società che l'ha portato avanti. «La società è stata costituita per acquistare ristrutturare e alienare un complesso immobiliare in Corso Mazzini e tale operazione può dirsi ultimata»: è il 19 settembre 2007 quando Canessa invita i soci a tirare i remi in barca, riducendo il capitale sociale da 1 milione a 700mila e poi 100mila euro. Aldo Beccani e moglie erano già usciti dalla società in primavera.