La lettera dei genitori al Papa. E Merola denuncia "immobiliaristi scaltri" LA chiusura dellistituto Sacro Cuore, annunciata dalle suore dopo aver avviato la vendita dellimmobile, diventa un caso politico. Che mette tutti daccordo, da Rifondazione, preoccupata per i 50 posti di lavoro degli insegnanti, al centro destra: la scuola cattolica di via Orfeo va salvata. E si ripropone in città il problema degli immobiliaristi che mettono le mani sul mattone delle congregazioni religiose. «Le suore sono in buona fede, il problema è che troppo spesso gli istituti religiosi finiscono nelle mani di compratori scaltri, questo è un male per la città», denuncia lassessore allurbanistica Virginio Merola. E i genitori, costituiti in associazione, non sono meno duri: «Non ci stiamo al fatto che vengano speculatori edilizi da Padova, o che siano a Bologna, per toglierci una scuola sotto il naso», dice Maurizio Sobrero facendo riferimento a un primo preliminare di vendita sottoscritto da immobiliaristi veneti. «E un bene pubblico, sarebbe grave se non si trovasse una soluzione», insiste leconomista dellAlma Mater che ha parlato a nome dei genitori nella commissione comunale che si è svolta ieri richiesta dai consiglieri Marri, Vannini e Galletti. Ci sono tutti: mamme e papà, docenti, la preside dellistituto paritario cattolico, che va dalla materna alle medie. «Anche le nipoti dellassessore Virgilio hanno fatto la nostra scuola», ricorda. E parlano le suore che oggi, dichiarano, incontreranno il cardinale Caffarra. La loro è una parola definitiva: «Siamo legate a un contratto che abbiamo dovuto rinnovare. Dovevamo lasciare ledificio già a fine di questanno, abbiamo ottenuto che almeno fosse garantito lanno scolastico fino a giugno 2010», racconta suor Teodata, delegata dalla madre provinciale. «Come istituto religioso di diritto pontificio dipendiamo dal Papa e listituto preposto ha già dato il nulla osta alla vendita». Insomma, caso chiuso per le suore che invece fanno appello a «lavorare insieme per trovare un altro edificio dove far continuare la scuola». «Siamo noi le prime a soffrirne» dice Suor Teodata spiegando che la scelta è stata causata dalla «situazione economica pesante a livello di congregazione». Di qui la vendita con un accordo preliminare firmato a dicembre 2007 (per un valore di 7 milioni), poi decaduto per il mancato arrivo del via libera della Soprintendenza. Ora le suore parlano di un nuovo contratto con lo stesso acquirente (che ha fatto causa sul primo accordo). E forse, ma sono voci che non trovano conferma, a una cifra intorno ai 9 milioni. I genitori, che hanno pure scritto al Papa, non demordono, sperano anche nelle vie legali per bloccare loperazione, ma soprattutto in un coinvolgimento della città e della curia. «Abbiamo a cuore questo caso e cè un forte interessamento della curia, con cui stiamo collaborando», spiega Merola aprendo uno spiraglio sul fronte urbanistico: la verifica di eventuali vincoli. In viale Altabella il cardinale per ora tace, dopo aver espresso vicinanza alla scuola. Ma i genitori premono: «Caffarra deve esprimersi in modo chiaro». SEGUE A PAGINA V