Di Giorgi: fuori i conti La maggioranza di Palazzo Vecchio convoca il direttore della Fondazione Si al salvataggio, ma il Maggio tiri fuori i conti. La maggioranza di Palazzo Vecchio dà lok alloperazione "salva-Maggio" varata martedì scorso dalla giunta per evitare il terzo commissariamento del Teatro ma convoca per la prossima settimana il direttore finanziario della Fondazione Elisabetta Tesi per ottenere maggiori chiarimenti sui conti e sulle prospettive di razionalizzazione della spesa del Teatro. «Nessuno sostiene che non si debba salvare unistituzione messa alle corde dai pesanti tagli del governo: siamo disposti a cedere al Maggio il teatro Goldoni e la sala prove delle Cascine, che valgono 8 milioni di euro, per consentire la ricapitalizzazione della Fondazione, ma prima vogliamo vedere i conti, capire come e perché si è arrivati a questa situazione drammatica e se cè un progetto di razionalizzazione delle spese», sostiene la capogruppo del Pd in Comune Rosa Maria Di Giorgi. «Non possiamo accettare lidea che il Maggio diventi un pozzo senza fondo», aggiunge pure Di Giorgi, che oltre ad essere consigliera comunale è presidente dellOrchestra Regionale della Toscana. Nessun dubbio sulla necessità di un intervento straordinario in soccorso del Maggio: «Chiediamo solo chiarezza sui conti, vogliamo capire di più, sapere come e se il Maggio intende risparmiare», pensa Di Giorgi. La quale conferma tutta la disponibilità del Pd ad approvare la delibera (che ha avuto solo lok della giunta) nelle commissioni consiliari e poi in consiglio comunale (probabilmente se ne parlerà nella seduta del 9 marzo). Sulla stessa linea del Pd si muove anche il resto della maggioranza, Socialisti, Verdi e Sinistra: «Il sacrificio si può fare, ma vogliamo chiarezza». Lassessore al bilancio Tea Albini daltronde ieri ha spiegato che mai il Comune potrebbe perdere il teatro Goldoni, gioiello ottocentesco: nella delibera di giunta è chiaramente scritto che nel momento in cui la Fondazione del Maggio fallisse il teatro tornerebbe comunque al Comune. Anche il Pdl pone gli stessi problemi: «Il "regalo" al Maggio non può bastare se la gestione rimane quella che è», sostiene la capogruppo di Forza Italia Bianca Maria Giocoli. Intanto ieri la commissione cultura del Comune ha ascoltato il sovrintendente del Teatro Francesco Giambrone e i sindacati. Il presidente della commissione Dario Nardella del Pd si è impegnato a chiedere allamministrazione comunale che, una volta approvato il bilancio (lok è previsto il 16 e 17 marzo) si riconosca la massima priorità allerogazione del contributo di finanziamento annuale alla Fondazione, circa 3 milioni di euro: «Mi farebbe piacere arrivare allapprovazione di una mozione bipartisan», dice Nardella. I fondi comunali in genere arrivano al Teatro solo in fondo allanno: e questanno la situazione è talmente delicata (solo in extremis sono saltati fuori i soldi per pagare gli stipendi di febbraio) da richiedere uno sforzo diverso, sostiene Nardella. «Le entrate della Fondazione del Maggio, ricavate per un 90 da contributi pubblici e privati, sono diminuite in maniera vertiginosa dal 2007 ad oggi», ha ripetuto lallarme Giambrone: «In queste condizioni economiche ci dobbiamo anche chiedere come faremo a gestire il nuovo Teatro della Leopolda», ha aggiunto. Secondo la Cgil ci sono almeno 170 lavoratori precari a rischio, mentre la Cisl chiede maggiore chiarezza sulla gestione delle spese del Teatro.
FIRENZE - "Il Maggio, un pozzo senza fondo" Un primo sì alloperazione salva-teatro.
La maggioranza di Palazzo Vecchio convoca il direttore finanziario della Fondazione Elisabetta Tesi per discutere dei conti del Teatro Maggio e delle prospettive di razionalizzazione della spesa. La maggioranza è disposta a cedere il teatro Goldoni e la sala prove delle Cascine per consentire la ricapitalizzazione della Fondazione, ma vuole vedere i conti e capire come e perché si è arrivati a questa situazione. Il Pd e il resto della maggioranza chiedono chiarezza sui conti e sulla gestione delle spese del Teatro. Il Comune non può perdere il teatro Goldoni, che è un gioiello ottocentesco, e il Pdl sostiene che il "regalo" al Maggio non può bastare se la gestione rimane quella che è.
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