Sono 46 le ristrutturazioni fuorilegge già completate: 54 gli indagati Favori in cambio di permessi facili, nel mirino politici e tecnici: 9 ai domiciliari Quello che per la maggior parte dei cittadini era vietato, per qualcuno diventava possibile. Allargare finestre, ampliare terrazzi, addirittura trasformare una casa cantoniera in una villa con scalinata a mare. Bastava rivolgersi ai professionisti giusti, quelli con i contatti buoni in Comune. Uno dei luoghi più belli della Toscana, quel Monte Argentario che recentemente è stato inserito dal New York Times tra i posti da visitare assolutamente nel 2009, secondo quanto scoperto dalla polizia è stato per anni vittima di abusi, possibili grazie alla corruzione del suo cuore amministrativo. Allufficio tecnico comunale erano così sicuri di farla franca che hanno continuato a dare permessi facili, per interventi in realtà vietati, anche dopo che un anno fa avevano ricevuto gli avvisi di garanzia, cioè fino allultimo. Gli abusi accertati per ora sono 46, ma in questura ritengono che possano aumentare, anche raddoppiare. La squadra mobile di Grosseto, diretta da Patrizio Canale Parola, si è mossa ieri mattina presto per avviare le perquisizioni, una quarantina. Cinquantaquattro le persone indagate, venti le ordinanze emesse, con 9 persone agli arresti domiciliari, 6 divieti di dimora e 5 le interdizioni dai pubblici uffici. Tra gli indagati ci sono cinque dipendenti comunali oggi in servizio, più un sesto in pensione da pochi mesi. Tutto lUfficio tecnico. Indagato anche lex vicesindaco di Monte Argentario Massimo Castriconi, un architetto della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio delle provincie di Siena e Grosseto e poi due ingegneri, tre architetti, tre geometri, un agente immobiliare. I reati di cui sono tutti ritenuti responsabili in concorso sono corruzione, abuso dufficio, falso ideologico e abusivismo edilizio. Le indagini sono partite nel 2007 e hanno riguardato gli anni dal 2005 in poi. Il meccanismo era oliato alla perfezione. Quellarea è piena di tutele ambientali e non solo e certe ristrutturazioni sono pressoché impossibili. Chi si rivolgeva allufficio tecnico per farne uno, come allargare una finestra, ingrandire un terrazzo o altro, non riceveva sempre un rifiuto. I dipendenti comunali lo inviavano piuttosto dai professionisti, con i quali era possibile fare quegli interventi. Tra quegli ingegneri e quegli architetti e i dipendenti pubblici cera un rapporto stretto. I professionisti avrebbero pagato per ottenere il via ai lavori. In certi casi ci sarebbe stato passaggio di denaro ma il rapporto era continuo e talvolta venivano regalate prestazioni sanitarie, come un lavoro dal dentista, cene e fatti altri favori. Laccordo con la funzionaria della Soprintendenza permetteva poi di avere il via libera di quellente quando necessario. Nel sistema a suo tempo sarebbe stato coinvolto anche lex vicesindaco, che era lamministratore di riferimento dellUfficio tecnico. Come già accaduto in passato, per difendere lArgentario dagli abusi la procura di Grosseto ha adottato anche misure coercitive nei confronti dei proprietari, in questo caso quelli consapevoli delle scorciatoie prese dai tecnici a cui si erano rivolti. Tra i divieti di dimora 3 riguardano proprietari, tra cui un nobile romano. Altri tre sono per imprenditori.