Lex sottosegretario ai Beni culturali in visita al politeama ospite della famiglia. Grande intesa con il sindaco "Facciata splendida ma i lampioni sono schifosi, dite di cambiarli" «Piuccheperfetto». Molto più bello della Fenice. Il miglior restauro di un teatro storico in Italia. Ecco il Petruzzelli visto da Vittorio Sgarbi, critico darte, sindaco di Salemi, ospite della famiglia Messeni Nemagna ma soprattutto - sottolinea a più riprese - sottosegretario ai Beni culturali allepoca dellaccordo per la rinascita dello storico palcoscenico. Una rinascita che lo soddisfa al punto da spingersi a immaginare nel nuovo Petruzzelli il debutto di un allestimento del "Don Giovanni", diretto da lui e con il sindaco Michele Emiliano fra gli interpreti dellopera di Mozart. Un restauro talmente bello «che i tempi dattesa per la riapertura non sminuiranno il valore di unopera che arricchisce Bari». Ma «non ci sono ragioni perché il Petruzzelli non sia aperto subito, alle prove del regista De Simone e poi al pubblico che lo ha aspettato per tanti anni» riflette il critico darte, prima di rassicurare gli eredi Messeni Nemagna: «sappiamo per certo che entro maggio si aprirà». Sulla strada che porta allingresso del teatro visitato ieri mattina, Sgarbi ammira il bello, guardando il rosso della «facciata splendida», e attacca il brutto dei lampioni «schifosi, qualcuno dica al sindaco di rifarli». Ma nel foyer («bianco opaco, bello, ma era questo il colore originale?») dopo meno di mezzora, fra il primo cittadino di Salemi e quello di Bari scoppia la pace. «Sono venuto per fare ammenda e ringraziarti» sono le parole con cui Emiliano entra in scena. Si rivolge a Sgarbi e gli ricorda: «Il solo fatto che tu sia qui, oggi, dimostra quanto ti abbiamo lasciato il segno». Per poi aggiungere: «Adesso, devi solo persuadere i vigili del fuoco». Prima dellarrivo di Emiliano, Sgarbi aveva attraversato la platea e tuonato: «Bondi, Fitto, Emiliano: nessuno provi a prendere o a sfruttare per fini elettorali un merito che è solo il mio». Ma, nel raccontare una telefonata con il ministro per gli Affari regionali aveva ammesso: «Mi dicono che ci sono problemi con i rilievi dei vigili del fuoco». Sono le date a dividere, o unire: quella per linaugurazione, che avvicina Sgarbi e Emiliano e li allontana dal ministro Bondi, e quella sul proscenio, che indica il 2008 ma non piace alla famiglia proprietaria che ha scolpito nella sua storia quella della fondazione del teatro. Ma le tensioni sfumano, fra le promesse di un posto riservato a Sgarbi per ogni replica e lofferta di una regia sul palcoscenico: il "Rigoletto" appena portato a Lecce per soli 10mila euro («E bravo Baricco con la sua provocazione sui fondi per lo spettacolo su Repubblica») o magari un "Don Giovanni" con Emiliano. «Il teatro era bello anche prima, ma adesso cè un migliore impianto antincendio» sorride il sindaco di Bari prima del pranzo con Sgarbi e i Messeni Nemagna: poi lultima tappa verso Punta Perotti, dove i due sindaci hanno pensato alla possibilità di affidare il progetto del parco a una grande personalità. E a offrire ai Matarrese un rimborso per la proprietà confiscata.