Lo Iacp assegna un locale allassociazione di donne che realizza borse con il marchio del rione Niente vendita, trattative con unimpresa. Via alle verifiche della Soprintendenza Un atelier per le stiliste dello Zen "Coinvolgeremo tutto il quartiere" UnAltra storia "Progetto vecchio Ora una petizione per trasformarla in un giardino" Intanto verrà ripulita. Dalle erbacce, innanzitutto, ma anche dai cumuli di immondizia che lhanno di nuovo invasa. Poi verrà "saggiata" da unimpresa pagata dalla Curia ma diretta dalla Soprintendenza, che già la prossima settimana sarà al lavoro per scoprire se larea da anni in abbandono custodisce testimonianze della città medievale. La Curia non mette in vendita larea Quaroni, come aveva annunciato un anno fa, e rispolvera lidea di portare a termine a sue spese il progetto dellarchitetto Ludovico Quaroni che prevede la realizzazione di un complesso polivalente di quattro piani. La Curia stavolta fa sul serio e annuncia che cè già una trattativa in corso con unimpresa di costruzioni. Il fazzoletto di terra che si sviluppa tra via Maqueda, vicolo dei Giovenchi, discesa delle Capre, via SantAgostino e il cortile De Maria, è stato per anni un immondezzaio a cielo aperto, ricettacolo di insetti e cimitero di elettrodomestici e cisterne di eternit. Un anno fa è stato ripulito in attesa di un acquirente. Ma adesso larcidiocesi ci ha ripensato e ha deciso di tirare fuori di tasca propria i soldi necessari a realizzare il complesso. «Abbiamo già una trattativa in corso sulla quale non posso dire nulla - dice monsignor Giuseppe Randazzo, responsabile dei Beni culturali della Curia - Le uniche certezza sono che non abbiamo alcuna intenzione di vendere e che realizzeremo lidea di Quaroni a spese nostre. Il progetto ha ottenuto tutte le autorizzazioni e aspetta solo di essere attuato». Lidea della costruzione di un complesso polivalente in via Maqueda, approdata per la prima volta in Consiglio comunale nel 1985, scatenò polemiche tra i partiti. Poi però, una decina di anni fa, ottenne da Sala delle Lapidi la variante urbanistica, che dava il via libera alla realizzazione del centro che, nelle intenzioni di Quaroni, dovrebbe ospitare uffici, case e anche un parcheggio sotterraneo. Quando la Curia, a marzo del 2008, annunciò la sua intenzione di mettere in vendita larea, si scatenò un dibattito tra i consiglieri comunali. Proprio due settimane fa Nadia Spallitta, di UnAltra storia, ha presentato una mozione a Sala delle Lapidi per chiedere che larea venga trasformata in un giardino pubblico, che di giorno potrebbe trasformarsi in una palestra a cielo aperto per i bambini delle scuole del centro storico, di sera in uno spazio per iniziative culturali anche a sostegno dei commercianti della zona. «Ci opporremmo alla volontà della Curia di costruire in base a un progetto vecchio di 25 anni - dice la Spallitta - organizzeremo una raccolta di firme per presentare in Consiglio comunale una delibera di variante allo strumento urbanistico per destinare larea a verde pubblico. Se la Curia continuerà ad andare avanti con lidea di costruire, chiederò a questo punto che risarciscano i danni allimmagine della città per i venticinque anni di degrado e abbandono in cui hanno tenuto larea Quaroni». La Spallitta non è sola: a novembre scorso anche la carovana di Legambiente Salvalarte ha organizzato un sit-in nellarea Quaroni per chiedere al Comune di acquisire larea per trasformarla in un giardino pubblico. Francesca Spadafora, architetto e direttore della Sezione Beni Archeologici della Soprintendenza, coordinerà limpresa che da lunedì lavorerà sul sito: «Larea verrà innanzitutto ripulita - dice la Spadafora - con la sola pulitura potrebbero già riaffiorare le fondamenta delle due chiesette che originariamente si affacciavano su via Maqueda. Poi, entro la fine della settimana, cominceranno gli scavi. Larea si trova al di là del Papireto, potrebbe custodire testimonianze della Palermo medioevale». (ha collaborato Carla Incorvaia)