Gli assessori a Torino Incontra contro le scelte del governo La cultura fa bene alleconomia. Lo sostiene la Conferenza nazionale degli assessori alla Cultura e al Turismo, in svolgimento da ieri fino a domani a Torino. E per avere un esempio virtuoso non bisogna neppure andare tanto lontano: basta guardare allo stesso capoluogo piemontese. A Torino, infatti, si calcola che ogni euro speso in cultura dallamministrazione pubblica ne generi altri 21 che finiscono dritti nelle tasche degli operatori del sistema economico cittadino: ne hanno giovato un po tutti, dagli alberghi ai ristoranti, dai negozi ai trasporti e così via. Tradotto in cifre, significa che il sistema culturale torinese realizza complessivamente 1,7 miliardi di euro di valore aggiunto, equivalenti al 4,1 per cento del Pil dellarea cittadina. Il tutto spendendo, tra investimenti pubblici e privati, circa 320 milioni di euro. Non è un caso se oggi come oggi Torino abbia 79 musei (3,6 ogni mille abitanti), cioè 24 in più di quanti ne ha Milano, come ha ricordato lassessore Fiorenzo Alfieri. Il quale ha sottolineato che linvestimento strategico sulla cultura ha evitato il declino dopo che la città per un secolo è stata identificata come "one company town" I numeri sono di un certo impatto: però rischiano di subire un ridimensionamento a causa della crisi economica. I dati di Federculture dicono che i privati hanno iniziato una lenta fuga dagli investimenti in cultura e stimano per questanno a livello nazionale un calo delle sponsorizzazioni dell8,6 per cento rispetto al 2008. Ma anche il settore pubblico ha chiuso i rubinetti: nel 2009 il ministero dei Beni culturali disporrà del 23 per cento di risorse in meno e il Fondo per lo spettacolo verrà decurtato del 13 per cento. Il fatto è che, come ha sottolineato ieri Fiorenza Brioni, sindaco di Mantova e delegato alla cultura dellAssociazione nazionale dei comuni, «il sistema degli enti locali finora ha sostenuto e compensato i tagli statali. Oggi però, ci troviamo di fronte ad una riduzione anche da parte degli enti locali» Lo scorso anno hanno usato le forbici sette comuni su dieci, e tra questi primeggia Torino. Nel 2005 la voce "cultura" pesava per il 5,4 per cento sui conti della città sabauda, mentre nel 2008 è scesa al 2,3 per cento. Meno di quanto destinano al settore da città come Roma (2,6 per cento), Venezia (2,85 per cento), Palermo (3,56 per cento). Per non parlare di Lione, che spende in investimenti culturali il 20 per cento delle risorse messe a bilancio. Ecco perché Roberto Grossi, presidente di Federculture, lassociazione che riunisce i soggetti pubblici e privati italiani del settore, ha utilizzato il palco di Torino per lanciare lallarme: «Il rischio è quello di non distinguere tra spese ed investimenti, di rimanere vittime della logica dellemergenza. Lo insegna la storia: per uscire dai periodi di crisi la cultura è fondamentale». Oggi il confronto continua. mentre in serata si svolgerà a palazzo Madama la cerimonia di conferimento del Premio cultura di gestione. Domani la chiusura con il presidente del Senato Renato Schifani.
TORINO - I signori della cultura "Produciamo ricchezza"
La Conferenza nazionale degli assessori alla Cultura e al Turismo si è svolta a Torino. I dati mostrano che ogni euro speso in cultura dall'amministrazione pubblica genera altri 21 euro che finiscono nelle tasche degli operatori economici. A Torino, il sistema culturale realizza 1,7 miliardi di euro di valore aggiunto, equivalenti al 4,1% del PIL dell'area cittadina. Il sistema culturale torinese spende circa 320 milioni di euro, tra investimenti pubblici e privati. Il numero di musei a Torino è aumentato del 24% rispetto a Milano. Tuttavia, i dati rischiano di subire un ridimensionamento a causa della crisi economica.
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