- MILANO VISTE le polemiche sui ritardi nei lavori di restauro dellArco della Pace e sullenorme cartellone pubblicitario appeso sulle impalcature, il sovrintendente ai beni architettonici e paesaggistici di Milano, larchitetto Alberto Artioli, spiega la situazione: «I lavori, cominciati a ottobre 2007, interessano più del 45 della parte lapidea dellArco. Dopo quasi ventanni di lavori incostanti e saltuari e dieci di totale abbandono, era ridotto in condizioni pessime. Stavolta cè stato un finanziamento statale di 700.000 euro che ha consentito un buon margine di operatività». Nonostante questo però i lavori, che sarebbero dovuti durare un anno, sono in ritardo. «Purtroppo abbiamo trovato una situazione peggiore del previsto. I vari interventi di restauro compiuti negli anni precedenti hanno portato a una totale discontinuità e questo ci ha costretti a risistemare e uniformare gli interventi. Tra questi anche la revisione dei bronzi, nonostante siano stati messi in ordine solo qualche anno fa». Il restauro si articola in tre fasi: pulitura dei marmi con microsabbiature e laser, e del gruppo scultoreo bronzeo, consolidamento delle superfici gessificate a causa dellinquinamento e delle piogge acide, e una serie di accorgimenti protettivi. Nel progetto cè anche la definitiva rimozione della struttura che circonda la statua in bronzo. Dopo lo smantellamento del «matitone» il ponteggio che consentiva laccesso alla cima dellarco allestito dalla Onlus Amici dellArco della Pace, avvenuta nel 1998, la parte superiore con le transenne non è mai stata tolta. PER QUANTO RIGUARDA lo stop dei lavori da novembre, Artioli rassicura i residenti: «Non cè nessun abbandono del cantiere. La necessità di fermare i lavori è stata dettata dalle condizioni climatiche. Purtroppo il freddo ha impedito la maggior parte delle attività in quanto la nebulizzazione dacqua sulle superfici da sabbiare e lutilizzo di specifici prodotti, sono impossibili al di sotto dei 5 gradi. I lavori riprenderanno a pieno ritmo nellarco di poche settimane». Questi ritardi e ampliamenti dei lavori oltre che una maggior quantità di tempo richiedono anche maggiori spese. Il problema è stato risolto proprio tramite la contestata pubblicità: «Con i 700.000 euro stanziati dallo stato abbiamo portato a termine la prima fase dei lavori. Per il completamento però sono necessari circa altri 500.000 euro. Questa somma, raccolta quasi completamente, è derivata integralmente dallutilizzo dei ponteggi come spazio pubblicitario. Pur non avendo ancora raggiunto la quota sufficiente per ultimare lopera, lafflusso costante di denaro ci consente di andare con i lavori e, se tutto va bene, completare il restauro entro la fine del 2009».
MILANO - Artioli: grazie alla pubblicità finiremo entro il 2009
Il sovrintendente ai beni architettonici e paesaggistici di Milano, Alberto Artioli, spiega la situazione dei lavori di restauro dell'Arco della Pace. I lavori, iniziati nel 2007, interessano più del 45% della parte lapidea dell'Arco e sono stati finanziati con 700.000 euro di fondi statali. Tuttavia, i lavori sono in ritardo e la situazione è peggiore del previsto a causa della discontinuità degli interventi di restauro compiuti negli anni precedenti. Il restauro si articola in tre fasi: pulitura dei marmi, consolidamento delle superfici gessificate e accorgimenti protettivi.
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