- ROMA - LE DIMISSIONI del presidente del coniglio superiore dei beni culturali Salvatore Settis «non vanno lette come una risposta a Bondi, bensì come una risposta alla politica per la cultura del governo». Lo dice il segretario generale della Uil Gianfranco Cerasoli, che è tra gli esponenti del consiglio, sottolineando che «la maggioranza dei consiglieri aveva in tasca la lettera di dimissioni». Poi però in consiglio è prevalsa la linea di sottoscrivere una mozione di solidarietà per Settis, votata da tutti i presenti (alla riunione mancavano soltanto Antonio Paolucci e Andrea Emiliani, che si è dimesso martedì), con leccezione di Paolo Portoghesi, che non ha votato, secondo quanto si è appreso, non perché in disaccordo con la solidarietà al presidente dimissionario ma perché voleva un confronto immediato con il ministro. Nella mozione i consiglieri esprimono «piena e convinta solidarietà» a Settis «a fronte di una ingiustificata e incomprensibile presa di posizione del Ministro rispetto a dichiarazioni pubbliche del Presidente del Consiglio Superiore, non solo legittime, ma doverose e quindi condivise da tutto il Consiglio rispetto ad una incontrovertibile situazione di grave difficoltà in cui versa oggi la tutela del patrimonio culturale italiano».