- ROMA - DIMISSIONI (annunciate) e conseguente cambio della guardia alla presidenza del Consiglio superiore dei Beni culturali. A sbattere la porta, dopo un lungo braccio di ferro scandito anche da articoli al vetriolo allindirizzo del ministro Sandro Bondi, è il professor Salvatore Settis. E subito arriva la nomina del successore: sarà Andrea Carandini, docente universitario e archeologo di chiara fama, a guidare il "parlamentino" del dicastero, organo consultivo che deve esprimersi sui programmi nazionali per i beni culturali e paesaggistici e sugli accordi internazionali. Qualcuno, come il sottosegretario Giro, gongola. «Oggi si chiude una fase - commenta - e se ne apre una più serena e costruttiva». La quiete dopo la tempesta? Chissà. Ma di tempesta si è trattato, e fin dallinsediamento di Bondi. Il professor Settis - nominato dal precedente titolare del dicastero, Francesco Ruteili, così come Andrea Emiliani, ex soprintendente di Bologna, dimessosi martedì - non ha mai fatto mistero di non condividere la linea politica del ministro, «ancora prima che la stessa fosse chiaramente esplicitata», precisa, tagliente, uno tra i più stretti collaboratori di Bondi. Pregiudizio politico? Fatto sta che, da subito, Settis rimette il suo mandato, ma il ministro respinge quelle dimissioni invitandolo, pare, a esercitare le sue funzioni «in maniera magari anche critica, purché però costruttiva». Ma le prime nubi serie arrivano a luglio, per effetto di due articoli su Repubblica e Il Sole 24 Ore in cui Settis spara a zero sul suo ministro. E il cielo non si rasserena nei mesi a venire. I capi daccusa? Aver accettato il taglio di un miliardo per il 2009-2011, aver ridotto il ministero a uno «stato larvale», aver nominato Mario Resca, ex manager della Mc Donalds, consigliere, con la prospettiva di collocarlo al vertice di una futura direzione generale, aver «commissariato» larea archeologica romana affidandola a Guido Bertolaso. DULCIS in fundo, la goccia che fa traboccare il vaso già colmo della polemica è un altro articolo a firma di Settis, pubblicato da LEspresso, contenente unaspra critica alla gestione museale di Bondi. Il quale non gradisce. E ieri, a dimissioni inoltrate, risponde alle raffiche di mesi: «La posizione del professor Settis - commenta il ministro - è ideologica. Io invece mi aspetto un confronto sui contenuti». Ma cè di più. Con lui «cè un dissenso di fondo sul modo di concepire il ruolo della cultura in Italia e soprattutto sul modo di concepire il ruolo che deve svolgere il ministero dei Beni Culturali». Il ministro cita anche un intervento di Alessandro Baricco. «Le sue tesi, che mettono in discussione le tesi dominanti della sinistra italiana, sono la risposta più efficace alle tesi di Settis. Questo vuol dire che anche nellambito della sinistra ci deve essere un chiarimento. Credo si oscilli da un estremo allaltro, come spesso si fa a sinistra. Da una parte cè chi vuole che lo Stato sostenga tutte le iniziative culturali, dallaltra ci sono posizioni che negano ogni ruolo dello Stato nella cultura. Forse è il caso - conclude - di trovare una posizione mediana». Ma Settis non ci sta. «Le motivazioni delle mie dimissioni non sono personali né ideologiche - commenta nel lasciare il ministero -, ma istituzionali». Perché «la situazione dei Beni culturali in Italia è molto grave. Cito tre fatti: un taglio di bilancio enorme, un miliardo di euro per il prossimo triennio, la mancanza di personale, che non viene più assunto, il ricorso sistematico al commissariamento delle soprintendenze». Meno pessimista la new entry Carandini: «Sono in ballo e ballerò», commenta a caldo, non lasciandosi scoraggiare neanche dallipotesi, in ascesa col passare delle ore, che altri consiglieri decidano di accompagnare Settis. «Se seguivano questa linea di politica culturale è comprensibile - dice -; io seguo la mia». Vale a dire, «valutare tutto senza ideologie, lasciare che il governo sperimenti e giudicare dai risultati».
Beni culturali, Settis lascia tra le polemiche
Il professor Salvatore Settis è stato nominato dal ministro Sandro Bondi come nuovo direttore del Consiglio superiore dei Beni culturali, ma è subito dimesso dopo aver criticato la gestione del ministero e aver espresso opinioni contrarie alla politica culturale del governo. Settis aveva già criticato Bondi in articoli pubblicati su vari giornali e aveva anche espresso la sua opposizione al taglio di un miliardo di euro per il prossimo triennio. Il ministro Bondi ha risposto alle critiche di Settis, affermando che queste sono ideologiche e che lui si aspetta un confronto sui contenuti.
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