BRINDISI Dopo i dodici mila euro stanziati dal Comune e un'attesa durata quasi sei mesi, la Fontana delle Ancore di piazza Cairoli è ancora ricoperta dalle incrostazioni e dalla muffa le lastre centrali. La denuncia arriva dal consigliere Vincenzo Albano (Pd) con l'ennesima interrogazione al sindaco di Brindisi. «Dopo tante rimostranze e interrogazioni spiega in una nota Albano - era stato annunciato un intervento per porre fine al degrado, articolato in due tempi: uno prima e uno subito dopo i festeggiamenti della festa patronale. Ad una prima pulizia sommaria, sarebbe seguita una pulizia radicale che avrebbe richiesto trenta giorni di lavoro. Sembrava tutto risolto invece sono ormai trascorsi quasi 180 giorni e della pulizia radicale nemmeno l'ombra. La centralissima fontana è ripiombata, come era prevedibile, nel degrado». Già nel 2007 l'intervento straordinario aveva provocato un certo malumore: ad occuparsi della pulizia quotidianamente, evitando proprio quelle incrostazioni, avrebbe dovuto essere l'Aspica, invece il Comune fu costretto a stanziare il finanziamento per permettere affidare alla Multiservizi la manutenzione straordinaria. «A distanza di tanti mesi però - continua il consigliere - la fontana è lo specchio dell'incuria della città. I problemi infatti riguardano anche altri monumenti brindisini, abbandonati a se stessi». In particolare, il riferimento è alla statua di Cesare Augusto di piazza del Popolo (foto). «Nel settembre 2007, con una delibera - precisa Albano - era stato approvato il progetto di restauro e la messa in sicurezza del monumento perchè ritenuto, da una commissione tecnica, a rischio per l'incolumità pubblica. Sono passati oltre 500 giorni e non mi risulta che sia stato fatto qualcosa per evitare il danneggiamento della statua e, principalmente, il pericolo per i cittadini». La giunta aveva infatti stanziato circa 16 mila euro per riparare il braccio destro della statua che, presentando segni di lesione, potrebbe staccarsi. Il provvedimento infatti era stato approvato anche con l'immediata esecutività per permettere un intervento urgente, proprio a causa dell'evidente rischio.