Ieri pomeriggio,- allinzio della seduta del Consiglio superiore dei Beni Culturali di cui era presidente, Salvatore Settis ha letto agli altri consiglieri una lettera in cui annunciava di lasciare lincarico, passando il timone al vicepresidente Tullio Gregory. Poco dopo, il ministro Sandro Bondi ha nominato larcheologo Andrea Carandini nuovo presidente. Probabilmente i nomi e i fatti che abbiamo appena elencato risulteranno oscuri alla maggioranza dei lettori. Ma la questione è di primaria importanza, perché si tratta della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano, mica noccioline. Ma andiamo con ordine. Il 1 marzo 2007, per volontà dellallora ministro Francesco Rutelli, si è insediato il Consiglio superiore, organo consultivo dei dicastero dei Beni Culturali. Per presiederlo fu scelto Salvatore Settis, archeologo di fama internazionale con un curriculum di tutto rispetto: accademico dei Lincei, collaboratore del gruppo La Repubblica-Espresso e, dal 1999, preside della Scuola Normale di Pisa. Quando però al vertice dei Beni Culturali è arrivato Sandro Bondi, lo scontro è stato quasi immediato. I guai sono iniziati lo scorso novembre, quando Bondi ha scelto Mario Resca come "supermanager" dei musei italiani, cioè colui che dovrà «gestire lo sviluppo dei musei e delle aree di cultura aperte al pubblico». E, possibilmente, far fruttare di più lo straordinario patrimonio del nostro Paese. In passato, Resca ha guidato con successo grandi compagnie nellambito delleditoria e della moda. E soprattutto, particolare che la sinistra e molti operatori dei Beni Culturali non hanno digerito, lultimo incarico del manager è stato quello di presidente di McDonalds Italia. Subito, nellambiente, è partita lironia: la cultura fast food, gli hamburger... Poco importava che il diretto interessato avesse accettato lincarico facendo un discorso moderato e condivisibile: «Credo che quello dellarte sia un settore importantissimo», disse a Libero, «che vive fra le difficoltà economiche. E può diventare più competitivo: una fonte di reddito e turismo di livello mondiale». Durissima la replica di Settis, che commentò poco dopo: «Occorre trovare anticorpi al concetto di cultura come intrattenimento. Ci prepariamo a una politica di spoliazione di carattere economico». Ecco il succo della questione: Resca rappresenta un modo diverso di intendere la cultura, non esclude di poterne ricavare anche introiti per il Paese. Quando a fine novembre Bondi ha presentato la bozza di decreto del Consiglio dei ministri per la creazione della nuova Direzione generale dei musei, il Consiglio per i Beni Culturali guidato da Settis lha rigettata. A poco sono serviti i tentativi del ministro per ricucire, portando modifiche al decreto, cercando la trattativa. Le dimissioni di Settis sembravano già nellaria da mesi. Lo scontro è arrivato al punto di non ritorno venerdì scorso, quando larcheologo ha rilasciato unintervista allEspresso in cui criticava in modo pesante le politiche di Bondi, la scelta del supermanager e la nomina del capo della Protezione Civile Guido Bertolaso a sovrintendente dellarea archeologica di Roma. Della lettera di dimissioni di Settis si sapeva già a inizio settimana. Alcuni consiglieri lavevano anche letta, come Andrea Emiliani (il primo a lasciare il suo incarico, due giorni fa). Ieri infine, il professore ha mollato definitivamente. Al suo posto è stato nominato Andrea Carandini, uno dei più noti archeologi italiani: «Sono in ballo e ballerò», ha detto. «Voglio valutare tutto senza ideologie, lasciare che il governo sperimenti e poi giudicare dai risultati». E sui consiglieri, che ieri si sono schierati con il presidente dimissionario, ha aggiunto: «Seguiranno la loro coscienza, io non voglio pacificare, voglio discutere e prendere i provvedimenti per quello che sono. Tutti vedono le diminuzioni apportate dal taglio delle risorse, ma nessuno sottolinea che ci sono anche difficoltà di spesa: questo ministero ha tantissimi residui passivi, soldi non spesi che ritornano alla tesoreria centrale dello Stato per centinaia di milioni di euro e questo è un problema». Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Sulla sua pagina di Facebook, Francesco Rutelli,ha commentato: «Le sue dimissioni sono motivo di tristezza. Vorrei dare lonore delle armi a Salvatore Settis». Dal canto suo, dex presidente si è detto pronto più che mai pronto a dare battaglia, «in qualità di cittadino».