Ministro Bondi, il professor Salvatore Settis si è dimesso. Le dispiace? «Quello che mi è dispiaciuto è che un tecnico come lui, responsabile del principale organo consultivo del ministro, invece di proporre nelle opportune sedi istituzionali una serie di misure urgenti per ovviare alla "malagestione" che egli stesso ha denunciato, abbia preferito rivolgersi agli organi di stampa, cadendo nella rete del sensazionalismo mediatico». Si dice che labbia spinto lei a questa decisione... «Uno dei miei primi atti da ministro è stato quello di confermare il professor Settis nel suo ruolo, cercando di costruire un dialogo positivo per individuare soluzioni per la valorizzazione del patrimonio dei beni culturali attraverso una gestione più razionale ed efficace rispetto a quella tradizionale, dando spazio a figure nuove, con specifiche competenze manageriali, in grado per esempio di leggere un bilancio, di stilare un programma finanziario o di elaborare un piano costi-benefici. Non vedo allora come sia possibile imputare a me una simile decisione». Settis era presidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali, un organismo (se non sbaglio) solo consultivo. Perché allora tutto questo rumore mediatico e anche questo scriversi tra di voi attraverso i quotidiani, Repubblica e il Giornale? «Il Consiglio Superiore fu fortemente voluto da Giovanni Spadolini, quando fondò il ministero nel 1974, per avere al suo fianco le menti più illuminate del Paese nel campo dei beni culturali. È vero, si tratta di un organo consultivo, ma della massima autorevolezza. Per questo è stato spiacevole constatare che il professor Settis, archeologo di chiara fama e accademico dei Lincei, da presidente delConsiglio superiore dei Beni Culturali ha rinunciato al sobrio operare al servizio delle istituzioni». Le dimissioni di Settis possono essere interpretati come un incrinarsi dellegemonia culturale della sinistra e di una lobby che ha fatto per anni il bello e il cattivo tempo? «La cultura non ,è e non deve essere né di destra né di sinistra, per questo simili distinzioni non fanno altro che danneggiarla. Spero che il dibattito non si sviluppi in questi termini. Il dissenso di fondo che oppone Settis ai vertici del ministero riguarda la valorizzazione e la tutela dei beni culturali, le due missioni istitutiven dello stesso ministero. Io ritengo che ai soprintendenti, e cioè ai ruoli tecnici del ministero, reclutati con severi concorsi e invidiati da tutto il mondo, spettino i soli compiti di tutela. Per questo abbiamo approvato un nuovo regolamento, ora allesame del Consiglio di Stato, che prevede una razionalizzazione delle direzioni centrali e periferiche del ministero, e la creazione di una nuova direzione per la valorizzazione del patrimonio che verrà affidata, dopo lentrata in vigore del regolamento di attuazione, a un manager di chiara fama come Mario Resca» Comunque la questione sembra anche, se non soprattutto, politica. Ma a destra ci sono sostituti allaltezza? Se si cambia Settis con Andrea Carandini (probabilmente il nostro più grande archeologo), politicamente, siamo sempre lì. Possibile che a destra non ci sia nessun nome spendibile? «Il professor Carandini, che ho testé nominato, non ha pregiudiziali ideologiche, è fermamente convinto della necessità di una maggiore valorizzazione e promozione del nostro patrimonio artistico e crede nellinnovazione. La sua presidenza sarà una garanzia per tutti. Destra e sinistra, come ho già detto, in queste cose non centrano nulla». Cosa risponde a chi la accusa di stare smantellando i Beni culturali e di nominare persone senza esperienze specifiche nel settore. Per esempio il supermanager Resca, proveniente da McDonalds, o il capo della Protezione civile Guido Bertolaso a sovrintendente dellarea archeologica di Roma? «Ritengo del tutto immotivate e politicamente pretestuose le polemiche riguardanti lannuncio di una prossima gestione commissariale dellarea archeologica di Roma e Ostia. Chi in questi giorni sta promuovendo accorati appelli e sottoscrizioni dimentica la grave situazione del complesso del Palatino e del Foro Romano, così come della Domus Aurea, chiusa ormai da quattro anni. Il governo ha a cuore la salvaguardia della culla della civiltà romana e intende valorizzarla al massimo, investendo risorse per renderla pienamente fruibile e per rilanciare gli studi scientifici e archeologici che la interessano. E questo perché sempre più cittadini e turisti possano continuare a scoprire e visitare le meraviglie di queste rovine che, a oltre due millenni di distanza, continuano a parlarci con forza di una gloriosa civiltà, cui tutti siamo debitori. I veri uomini di cultura dovrebbero ringraziarmi, perché sono lunico che si prende a cuore le problematiche della cultura». Ma non cè un ricorso troppo diffuso ai commissariamenti? «In situazioni delicate e di emergenza, come è stato il caso dei rifiuti in Campania e quello del San Carlo di Napoli, le gestioni commissariali, limitate al tempo necessario a ripristinare una situazione di normalità, si sono dimostrate assai efficaci. Se avessimo ereditato un contesto sano ed equilibrato, non vi sarebbe certo stato bisogno di ricorrere così spesso a questa soluzione».