Velardi? È accecato da una furia iconoclasta, a quanto pare gli interessa solo cancellare tutto ciò che è stato fatto prima di lui». Marco Di Lello, per otto anni assessore regionale (anche al Turismo e ai Beni culturali) e oggi coordinatore nazionale del Partito socialista, è durissimo con il suo successore: quello di Bagnoli, dice, «è stato un errore clamoroso». Velardi ha tolto i fondi agli Studios... «È solo l'ultima di una serie di iniziative fallimentari». Quali? «Il Testo unico di riforma del turismo, frutto di mesi di concertazione e approvato da tutte le parti sociali, è stato prima stravolto e poi affossato. Ora giace da mesi in commissione. Il concorso ippico di piazza del Plebiscito è a forte rischio, la stagione estiva del San Carlo alle terme di Baia cancellata con un tratto di penna, la mostra di De Seta, dopo il successo di quella su Hackert, idem, ora gli Studios di Bagnoli». Secondo lei perché? «Non lo so, mi chiedo a chi giova tutto questo. Certo non al turismo, che i numeri ci dicono in picchiata...». Ma gli Studios aiutano o no il turismo? «Guardi, da un uomo di comunicazione come Velardi un'osservazione del genere non l'accetto! Anche le sue ricerche confermano quanto incidano sui flussi turistici le immagini trasmesse dai mass media, cinema e tv in primis. Vogliamo contestare l'effetto positivo di fiction come "Capri" o anche "Un posto al Sole"? E Ron Howard che sceglie la Campania per il suo "Angeli e demoni"? E Bagnoli non dovrebbe avere anche nei suoi intenti una vocazione produttiva all'insegna del turismo e del tempo libero? Dopo aver finanziato il Parco dello Sport e il centro termale è sbagliato prevedere lì un Polo di produzione di audiovisivi e magari un'Arena per concerti e spettacoli? Per quanto mi sforzi non riesco proprio a capire». Come nacque l'idea degli Studios? «Abbiamo mutuato la felice intuizione che negli Usa già negli anni '60 fu alla base della nascita delle film commission che avevano il compito di attrarre le produzioni cinematografiche per questioni di impatto economico e di immagine. In questi anni la Campania ha fatto passi da gigante nel campo della produzione televisiva e cinematografica: la nostra Film Commission è tra le più attive, seconda in Italia, assiste e coproduce decine di pellicole l'anno. La nostra regione è tornata a essere una location ambita e ci si prende il lusso di rinunciare a tutto ciò». Ma Bassolino sta cercando altri fondi... «È una scelta logica. Sarebbe difficile capire perché si stornano risorse in favore di progetti che nella migliore delle ipotesi partiranno nel 2010 e 2011 e se ne cestina uno che ha anche il pregio della cantierabilità. Coerenza e opportunità politica ne impongono la realizzazione ma evidentemente per Velardi non sono requisiti sufficienti».
CAMPANIA - Velardi? È accecato da una furia iconoclasta
Marco Di Lello, coordinatore nazionale del Partito socialista, critica il suo successore, Velardi, per aver tolto i fondi agli Studios di Bagnoli. Di Lello sostiene che gli Studios sono importanti per il turismo e che la decisione di toglierli è un errore. Velardi ha anche stravolto il Testo unico di riforma del turismo e ha cancellato la stagione estiva del San Carlo alle terme di Baia. Di Lello chiede di capire perché Velardi stia cancellando progetti che potrebbero avere un impatto positivo sul turismo. La sua critica si concentra sull'idea che gli Studios siano un'importante fonte di entrate per il turismo e che la loro cancellazione sia un errore.
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