Parla il presidente dellAutorità portuale: uno scalo è necessario, subito una sintesi politica su quellarea LAmmiraglio Luciano Dassatti, di Riva del Garda, nuovo presidente dellAutorità portuale di Napoli, tiene moltissimo alle caricature che gli hanno fatto nel tempo. «Sono la mia passione, non mi offendo mai, mi sembrano una prova di attenzione nei miei confronti: ne ho 15». Torna dopo 11 anni a Napoli e come primo atto firma oggi con il prefetto Pansa un protocollo sulla sicurezza sul lavoro nel porto. Ci saranno gli assessori regionali Gabriele (Lavoro) e Montemarano (Sanità). Di più: Dassatti sancirà lapertura di un servizio di pronto soccorso per fronteggiare le emergenze sanitarie, quasi un anno dopo il drammatico incidente che causò la morte di Luigi Davide, operaio della Conateco. Presidente Dassatti, a Bagnoli è stato rimesso in discussione tutto, la rimozione della colmata, il porto canale. Qual è la sua proposta per quellarea che è sotto la sua giurisdizione in quanto demanio marittimo? «Il problema è politico. Sarà bene che trovino una sintesi e chi ha i poteri di esprimersi, lente del territorio, dica cosa intende fare. A quel punto cominceremo a parlare. Finora non mi hanno convocato, vuol dire che di me non hanno ancora bisogno. Gli 800 mila metri cubi che dovevano andare a Piombino restano dove sono. Si apre una nuova fase per quegli spazi. A me spetta dare le concessioni e cercare che se ne faccia una gestione intelligente. Larea della colmata va messa di più in sicurezza, poi sia che ci vogliano fare una giostra per i bimbi o la piazza del Forum delle culture, va bene, purché la destinazione sia nel senso della migliore utilizzazione, nel più ampio interesse dei cittadini». Come si procede? «Listruttoria può essere molto breve. La conferenza dei servizi, se ben usata, può durare poco, altrimenti anche dei secoli. La scelta è di riconquistare il territorio e renderlo al pubblico uso. Lalternativa era il degrado». E il porto canale? «I progetti sono tre. Un porto turistico a Bagnoli è indispensabile. Abbiamo fame di porti turistici. Cè tanto spazio, ma occorre che sia usato in modo intelligente, per accogliere barche grandi. Possibile che non riusciamo a levarci di torno gli abusivi, che quando ero comandante del porto sono stati oggetto delle mie denunce?». Chi deve realizzarlo? «A Napoli non cè bisogno di andare a cercare intelligenze esterne, ci sono professionalità straordinarie, facciamo un concorso di idee. Il porto turistico se fatto bene, diventa un business incredibile per tutto lindotto che crea. I numeri parlano più di tutto. Marina di Scarlino è uno scalo per 700 posti barca vicino Punta Ala, con 50 persone che lavorano lintero anno e si fa tutto alla luce del sole. Qui, chissà perché, diventa un gioco al massacro». Bagnoli può tornare ad essere la spiaggia di Napoli? «Sulla linea di costa ci vuole unazione di bonifica del fondo del mare. Spero che questa parte del progetto sia rimasta. Se togliamo lo strato inquinante, ed è ciò che va fatto, un mezzo metro circa che poi è la parte superficiale, il mare può essere balneabile». Il protocollo sulla sicurezza del lavoro segna una nuova fase per lo scalo di Napoli? «Il presidente del porto fa da catalizzatore tra la città, gli operatori, tutti i soggetti che ci lavorano. Io li costringo ad andare daccordo. Sono di un ottimismo sfrenato. Ci sono politici che apprezzano gli aiuti che possono venire da chi ama Napoli. Io sono innamorato di Napoli. Andrò ad abitare nella foresteria della Stazione marittima, nel cuore della città, e voglio vivere il porto». Ci sono i progetti da portare avanti, come si muoverà? «Nausicaa e il progetto del waterfront vanno avanti. Magazzini generali, il dubbio è se abbattere o no. Il piazzale mi serve e anche quello che cè sotto. Ho parlato con la sovrintendenza. Lasceremo una sorta di totem che spieghi cosè stato quelledificio. Darsena di Levante: a fine febbraio apriremo le buste per realizzare la vasca di colmata, da lì devono passare 36 mesi. Ho un contenitore di un milione e 300 mila metri cubi in cui vorrei buttare i proventi del mio dragaggio, il materiale della bonifica del fondale. Mergellina: la soprintendenza ha detto sì alle boe, il lungomare è bello da vedere ma anche da usare. È pieno di venditori abusivi: si accetta quello e le barche no? Rinnoveremo le boe in attesa di qualche pontile. È nella forza delle cose».