Il caso. Da oggi i lavori di messa in sicurezza: una rete correrà lungo i tratti crollati a causa del maltempo Nella comunicazione alla proprietà si parla di tutelare «il muro di cinta» della villa Che non è questo Il muro di via dei Lecci, per quanto ormai a pezzi, non potrà mai essere abbattuto. Con buona pace di tutti i problemi relativi alla sicurezza della viabilità. A mettere la parola fine sulle sorti del rudere è la sovrintendente Isabella Lapi. Che in una comunicazione ai proprietari della Tenuta annuncia: «Questo ufficio avvierà a breve la pratica di vincolo diretto sul muro in oggetto al fine di scongiurarne la perdita». Insomma, il muro di via dei Lecci diventa bene artistico, al pari della Mura di Lucca o del Colosseo. Con una decisione per la quale ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate se non ne andasse della vità di chi ogni giorno percorre la strada che collega Viareggio a Torre del Lago e viceversa. La Sovrintendenza, infatti, nella stessa comunicazione data 26 gennaio scorso scrive ancora: «Questo ufficio ha sempre caldeggiato un restauro che restituisse al manufatto la sua antica dignità, esprimendo più volte la propria ferma contrarietà alla demolizione del muro di cinta della villa. Ritenendo tale intervento distruttivo per una parte del manufatto che contiene il Mausoleo della dinastia reale dei Borbone di Parma, ultimi duchi di Parma e Lucca». Intento lodevole, se non fosse che il muro che corre lungo una parte di via dei Lecci non è quello «di cinta della villa», come scrive la sovrintendete Lapi, e neppure «racchiude il Mausoleo». La villa, infatti, ha un proprio muro di cinta, che gode ottima salute come si vede dal lato di viale dei Tigli dove c'è l'ingresso. La cosa più incredibile di questa vicenda che ha dell'assurdo è che uffici comunali (l'ingegner Raffelli e il geometra Bresciani), assessori (prima Manfredi e ora Bucciarelli), sindaci (Marcucci e Lunardini), Parco (il presidente Lunardi) non siano riusciti né a far passare la richiesta congiunta di abbattere il muro in nome della sicurezza stradale, ma neppure a far capire di cosa si sta parlando. E, allora, la domanda è inevitabile: la sovrintendente Lapi e l'architetto Borella che molto si è occupato della vicenda, sono mai venuti a vedere sul posto di cosa si stanno occupando? Sarebbe interessante avere una risposta. Intanto, da oggi, la proprietà del muro darà inizio ai lavori per la messa in sicurezza richiesta dal Comune dopo i danni provocati dal maltempo e dall'urto di un mezzo che ha sbagliato manovra. Messa in sicurezza che consiste nello stendere una rete lungo i 450 metri di competenza dei proprietari della Tenuta (il resto è del camping "Paradiso"). «Se avessero preso la palla al balzo - è il commento - e ordinato l'abbattimento della struttura pericolante per ragioni di sicurezza pubblica, a quest'ora il problema sarebbe stato risolto». Invece, a muro semi-distrutto, la vicenda si complica con un vincolo in arrivo più inamovibile del muro stesso.