Già altre volte è stato rilevato che, in materia di governo del territorio, in Campania sono approvate leggi e piani urbanistici estremamente restrittivi, ma impunemente inosservati, tanto che la Campania è al primo posto per la quantità di edilizia abusiva. L'ultimo episodio è la sconcertante vicenda del piano urbanistico esecutivo di Bagnoli. Poco più di due anni fa, il presidente Bassolino annunciò solennemente di aver firmato un protocollo d'intesa con il sindaco Iervolino e la società Bagnolifutura, in cui la Regione Campania s'impegnò a versare 22 milioni di euro per realizzare gli Studios di Bagnoli. Si tratta del cosiddetto Polo di servizi integrati per la produzione di audiovisivi nell'ex officina meccanica dell'Italsider. Sarebbe un'opera di straordinario interesse culturale ed economico-occupazionale, con i suoi teatri di posa, uffici di produzione di tutti i media, luoghi di scenografia ed il relativo indotto di attrezzature ricettive. Ma quando finalmente si sono concluse tutte le defatiganti procedure (compresa l'approvazione della Soprintendenza) e si sta dando inizio ai lavori di costruzione, si sveglia il disinvolto assessore regionale Velardi, che - ignorando gli impegni assunti dal presidente della Regione - si riprende i fondi stanziati, per distribuirli - a quanto pare - in vari rivoli a suo piacimento. Indubbiamente, pare opportuna la marcia indietro sulla rimozione della colmata e sulla conservazione del pontile, ma i rappresentanti delle pubbliche istituzioni dovrebbero adoperarsi per la modifica sia del precetto legislativo sul ripristino della morfologia naturale della costa, sia della variante del piano regolatore generale, approvata dalla Regione nell'aprile del 1998. Poi bisognerà approvare il nuovo piano urbanistico attuativo della zona - compresa la soppressione del porto canale destinato all'insabbiamento e che taglia la spiaggia - anche se il Consiglio di Stato riformasse la sentenza del Tribunale amministrativo, che ha annullato il piano attuativo illegittimamente sottoposto nel maggio 2006 al controllo della Regione. Ma dove sono quelli che dovrebbero provvedere a tutto ciò? Guido D'Angelo