La casa sugli alberi del senatore Marcello Dell'Utri è ancora lì, incompiuta, avvolta nella carta catramata, e lo sarà ancora per qualche mese almeno, in attesa della pronuncia del Tar torno La casa sugli alberi del senatore Marcello Dell'Utri è ancora lì, incompiuta, avvolta nella carta catramata, e lo sarà ancora per qualche mese almeno, in attesa della pronuncia del Tar. Il parlamentare si è infatti opposto all'ordinanza di demolizione firmata la scorsa estate dai funzionari dell'ufficio tecnico comunale, che contestano un abuso edilizio. A causa in corso, Dell'Utri ha chiesto e ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza ai beni ambientali, e già qualcuno parla di inutile persecuzione. Inutile dire che il presunto mandante, secondo questa scuola di pensiero, non potrebbe che essere l'ex sindaco, Giovanni Sala. Scusi, Sala, ma lei ce l'ha con il senatore? Io no. Se avessi avuto dei pregiudizi, non gli avrei chiesto un contributo per la scuola media, che peraltro come altri concittadini ci ha accordato. Allora com'è la storia del "belvedere rampante"? È vero che tutto è partito da un esposto? L'esposto scritto non lo ricordo, ma certamente in municipio sono arrivati in tanti a chiedere che cosa stava succedendo a Villa Dell'Utri. E il primo problema era proprio quello, che noi non ne sapevamo proprio niente. Se la proprietà avesse informato l'ufficio tecnico, si sarebbe innestata una pratica edilizia come tante. Invece non abbiamo potuto far altro che contestare l'assenza di autorizzazione paesistica e una violazione urbanistica. Praticamente è stato un atto dovuto. Il parere ambientale favorevole è arrivato da Milano. Alla commissione paesistica comunale il senatore non l'ha mai chiesto, è partito direttamente con i lavori. Il problema più grosso comunque non dipende dal Comune, ma da una legge dello Stato. È il vincolo di rispetto cimiteriale. Ma la normativa è stata modificata recentemente. Sì, è stata ridotta la fascia di rispetto obbligatoria entro la quale non si può costruire nulla, ora la minima è a cinquanta metri. Il Comune di Torno si è già adeguato, ma nel caso di quella costruzione siamo al di sotto del limite. Non potevamo comportarci diversamente. Eventuali deroghe, forse, le potrebbe concedere l'Asl perché la norma è soprattutto una prescrizione di natura igienico-sanitaria. Non noi. Dell'Utri contesta che si tratti di una costruzione in senso classico. È in legno, si regge su palafitte. Diciamolo, non è neanche brutta. Sicuro di non avere pregiudizi? Nel merito delle questioni tecniche doveva essere l'ufficio tecnico a decidere, ma non è stato messo in condizioni di farlo. Quanto ai pregiudizi, ribadisco, personalmente non ne ho. Casomai è una cosa diversa. Qual è il problema? È che da quando sono sindaco mi sono scontrato con tentativi di andare al di là dei vincoli. Appena eletto, nel 2001, abbiamo dovuto occuparci subito di problemi connessi con la ristrutturazione; abbiamo risolto con una sanatoria. Tenga conto che all'epoca il senatore non godeva di buona stampa come oggi, ma tant'è. Poi c'è stata la storia della piscina: anche quella la voleva realizzare nella fascia di rispetto cimiteriale. In quell'occasione alla fine ci ha ripensato e ha deciso di costruirla un po' più in là. Ora la casa sugli alberi... M. Cav.