E' polemica tra il presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e il ministro della Cultura Sandro Bondi. Giovedí Si dimette in aperta polemica con il ministro della Cultura Sandro Bondi il presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali Sandro Settis. Le ragioni? L'accettazione da parte di Bondi di un miliardo di tagli al dicastero, ridotto a dire di Settis in uno stato "larvale", nel periodo 2009-2011, l'ingresso nel Consiglio Superiore dei Beni Culturali di un manager proveniente da McDonald's come Mario Resca e il commissariamento dell'area archeologica romana affidata a Guido Bertolaso. E insieme a al direttore della Normale di Pisa Settis sono pronti a fare le valigie, Andrea Emiliani, ex soprintendente a Bologna e la docente di Metodologia della ricerca Andreina Ricci. "Amo il ministero e la cultura tanto e forse più di Settis... e ho lavorato in questi mesi per aiutare il dicastero, nonostante le difficoltà economiche...", ha replicato Bondi. In ogni caso la levata di scudi di settis non è passata inosservata. Solidarizzano con Settis Legambiente e Italia Nostra, mentre Vincenzo Vita del Pd ha dichiarato che il primo a dimettersi deve essere Bondi... A sostituire Settis potrebbe essere l'archeologo Andrea Carandini. Cultura I giovani preferiscono i centri commerciali ai musei Una delle soluzioni approntate al ministero per ovviare ai tagli tremontiani è l'ideazione da parte di Mario Resca, insieme a Alain Elkann, collaboratore di Bondi, del logo "Museo Italia", un'etichetta che potrebbe favorire accordi internazionali e attirare finanziamenti privati. Lo stesso Mario Resca, contattato da Affari, ha dichiarato: "Non commento il caso Settis... Stiamo creando degli accordi bilaterali per promuovere la cultura italiana nel mondo. Sono già in essere contatti con la Francia, la Spagna, l'Iran, la città di New York e il Getty Museum... i nostri archeologi sono stati fondamentali per la riapertura del Museo di Baghdad. In questo modo contiamo anche di ottenere un aumento dei finanziamenti"