Le reazioni «È una notizia che non esito a definire tragica». A scriverlo in una lettera al ministro Bondi è Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del Fai «perché infligge al Ministero un ulteriore drammatico colpo e porta nuovamente alla ribalta nazionale e internazionale i nostri Beni Culturali come motivo di divisione e non di unità nazionale». Le Associazioni (Assotecnici, Bianchi Bandinelli, Comitato per la Bellezza, Eddyburg, Italia Nostra, Legambiente, PatrimonioSos, Wwf) parlano di una «scelta politica che delegittima la tutela pubblica, devitalizza e liquida il Ministero preparando la privatizzazione commerciale dei beni culturali "ricchi"». La solidarietà a Settis arriva anche da Gianfranco Cerasoli, segretario generale Uil Beni e attività culturali che aggiunge «Si dimetta Bondi». Fabio Granata, capogruppo Pdl alla Camera, pur riconoscendo che Carandini è «personaggio di assoluto prestigio», auspica che Bondi «risani la frattura». Di diverso avviso è Gabriella Carlucci Pdl: «Le dimissioni del professor Settis risolvono un conflitto istituzionale» mentre per Ermete Realacci «si apre una questione sul futuro del patrimonio culturale italiano». Interviene anche lex ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli: «Le dimissioni di Settis e di altri membri del Consiglio sono motivo di tristezza».