Saranno presto sul mercato gli immobili demaniali conferiti alla Patrimonio spa, la società del ministero dell'economia nata per vendere i beni dello stato. Entro la fine di aprile sarà, infatti, pubblicato il bando pubblico per la vendita di 29 dei 39 cespiti conferiti con un decreto del ministero dell'economia del 21 luglio del 2003. Non ci sono stime esatte sull'incasso che la società potrebbe ottenere dalla vendita di alberghi, terreni, aree fabbricabili e addirittura di un isolotto nella laguna veneziana. Ma al momento del passaggio del pacchetto di beni nella titolarità della Patrimonio spa il valore calcolato era di circa 80 milioni di euro. Al pubblico sarà offerto circa il 75 del complesso dei beni, dunque l'incasso stimato potrebbe aggirarsi attorno ai 60 milioni di euro. L'avviso di vendita sarà pubblicato sui principali quotidiani e i tempi per espletare le aste non dovrebbero essere lunghi. Il ricavato della vendita,infatti, verrà versato in un conto aperto presso la tesoreria centrale dello stato e utilizzato per ripianare il deficit pubblico. Un'esigenza più che mai attuale oggi per il ministro dell'economia, Giulio Tremonti, che è alle prese con il problema di far quadrare i conti pubblici in un contesto in cui l'economia continua a non girare e in cui il premier, Silvio Berlusconi, chiede a via XX settembre 6 miliardi di euro per coprire il completamento della riforma fiscale. Nella direzione di accelerare il processo delle dismissioni immobiliari si muove anche il ministero dei beni culturali. Il dicastero guidato da Giuliano Urbani ha chiesto all'Agenzia del demanio (incaricata di portare avanti un programma di alienazione dei beni dello stato) di inviare una radiografia del patrimonio in procinto di essere ceduto. Un decreto ministeriale ha fissato le informazioni minime da trasmettere per una prima valutazione dei vincoli architettonici e ambientali che consentono al ministero di via del Collegio romano di bloccare le vendite. Dal provvedimento erano rimaste esclusi i beni del demanio militare per il mancato coordinamento con il ministero della difesa. Un'impasse che sarà superata, sicuramente, la prossima settimana. È già previsto un incontro tra i responsabili dei ministeri coinvolti. Servirà a stabilire le modalità con cui dare il via libera alla vendita di caserme e aree militari, (riproduzione riservata).