SETTIS A CONSIGLIO SUPERIORE, MI DIMETTO (ANSA) - ROMA, 25 FEB - In apertura della seduta convocata oggi del Consiglio superiore dei Beni Culturali, il presidente Salvatore Settis ha letto ai consiglieri una lettera con la quale si è dimesso dall'incarico. Secondo quanto si è appreso, Settis ha poi lasciato la seduta passando la presidenza al vice-presidente Tullio Gregory.(ANSA). LBVIT S0B QBXB 2009-02-25 15:45 2009-02-25 15:48 BENI CULTURALI: CONSIGLIO SUPERIORE, SEDUTA SOSPESA SINE DIE V. 'BENI CULTURALI: SETTIS A CONSIGLIO...' DELLE 14:45 ROMA (ANSA) - ROMA, 25 FEB - Dopo le dimissioni rassegnate dal presidente Salvatore Settis, il vicepresidente Tullio Gregory, secondo quanti si è appreso, ha espresso a nome del Consiglio superiore dei Beni culturali la solidarietà al presidente dimissionario e ha sospeso la seduta sine die. (ANSA). LBVIT S0B QBXB 2009-02-25 16:42 BENI CULTURALI: CARANDINI PRESIDENTE CONSIGLIO SUPERIORE (ANSA) - ROMA, 25 FEB - L'archeologo Andrea Carandini è il nuovo Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali. Lo ha nominato il ministro dei beni culturali Bondi a seguito delle dimissioni di Salvatore Settis. Bondi, rende noto il ministero, ha ringraziato Settis per il lavoro svolto e ha nominato il professore Andrea Carandini Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali. Carandini è professore ordinario dal 1980 e dal 1992 insegna Archeologia presso l'Università di Roma "La Sapienza" ed è, sottolinea il ministero, "uno dei più illustri e autorevoli archeologi a livello internazionale". LB S0B QBXB 2009-02-25 17:12 BENI CULTURALI: PD, DIMISSIONI SETTIS FALLIMENTO PER BONDI (ANSA) - ROMA, 25 FEB - Le dimissioni del presidente del consiglio superiore dei beni culturali Salvatore Settis dimostrano il fallimento del ministro Sandro Bondi. Ne sono convinte le deputate del pd Manuela Ghizzoni ed Emilia De Biasi, componenti della commissione cultura della camera, che esprimono "profonda solidarietà " al presidente dimissionario. Bondi "si comporta come quell'automobilista che guida contromano in autostrada, convinto che siano pazzi tutti quelli che procedono in direzione opposta", commentano le esponenti pd. "Davanti a così autorevoli defezioni - sottolineano - il Ministro dovrebbe interrogarsi sul proprio operato, sulla passiva accettazione dei tagli imposti dal ministro Tremonti, sull'eccessiva attenzione alla commercializzazione della cultura, sull'uso improprio dei commissariamenti, sullo smantellamento delle sovrintendenze, sulla delegittimazione tecnico-scientifico déamministrazione statale e sulla manifesta volontà di subordinare la cultura alla politica". Stupisce invece, proseguono, "che il ministro continui a parlare di posizioni ideologiche e di chiusure all'innovazione e non comprenda che queste dimissioni sono la cartina di tornasole di una profonda insoddisfazione sul suo operato che è del tutto inadeguato per la valorizzazione e la tutela del ragguardevole patrimonio culturale del Paese". Nell'esprimere solidarietà a Settis, "per il modo egregio con cui ha lavorato - concludono Ghizzoni e De Biasi - ci chiediamo se il ministro avrà ora il tempo di venire finalmente in audizione in commissione o se invece sarà in giro a cercare nuovi talenti magari nei fast food?". (ANSA). COM-LB S0B QBXB 2009-02-25 18:04 BENI CULTURALI:SETTIS, CONTINUO BATTAGLIA DA CITTADINOANSA MIE MOTIVAZIONI NON PERSONALI MA ISTITUZIONALI (ANSA) - ROMA, 25 FEB - "Le motivazioni delle mie dimissioni dalla presidenza non non sono personali né ideologiche, ma istituzionali". Salvatore Settis, uscendo dal ministero dei Beni culturali dopo aver consegnato al ministro la lettera in cui lascia la presidenza del Consiglio superiore è pronto più che mai a dare battaglia, "in qualità di cittadino". "La situazione dei Beni culturali in Italia a mio avviso è molto grave - prosegue - Cito solo tre fatti, un taglio di bilancio enorme, oltre un miliardo di euro per il prossimo triennio, la mancanza di personale, che non viene più assunto, e il ricorso sistematico al commissariamento delle soprintendenze". E in questa allarmante situazione, ultimamente é venuta meno, sottolinea, la possibilità di dialogare con il ministro. "Non vedo quale debba essere il mio ruolo se non quello di dialogare con il ministro, ma lui non accetta il dialogo". Dice lapidario, anche se ribadisce che il suo gesto non significa affatto rinunciare alla battaglia e prefigura i prossimi passi. "Io mi sono battuto a favore dei Beni culturali da molto prima di diventare presidente del Consiglio superiore. Lo faccio da almeno dieci anni, mentre sono presidente da poco più di uno. Continuerò a impegnarmi da cittadino - promette - una qualifica molto più importante di quella di presidente". Del resto: "io non posso essere in nessun modo connivente con queste idee", aggiunge riferendosi alla "crescente delegittimazione del personale delle soprintendenze e del ministero in atto". "Con questi commissariamenti - spiega ancora - e con l'ipotesi che la direzione generale della valorizzazione dei musei venga assegnata a una persona senza alcuna competenza nel ramo, le competenze specifiche vengono mortificate ogni giorno". Certo, al comparto dei beni culturali gioverebbe una riforma. Ma "se cominciamo a togliere tutti i soldi e non si assume più personale, soprattutto tra i giovani, questa non è una riforma, é distruzione". "Si è avviato un procedimento distruttivo - aggiunge - e io spero che prima o poi sia fermato perché è completamente irragionevole con tutta la tradizione straordinaria dell'Italia, che è stato il primo paese al mondo a creare leggi di tutela. Non è possibile che noi rinunciamo oggi alla nostra storia in questo modo". E pensa alla concezione della cultura del presidente Sarkozy ("che aumenta gli investimenti e prolunga le aperture dei musei"), sostenuta quale "elemento della cittadinanza e non una cosa per fare affari, cultura alta - conclude - non giocata al ribasso come purtroppo questo ministro sembra voler fare". (ANSA). XCG S0B QBXB