I Paleoveneti, chi erano costoro? Se un orgoglioso e zelante abitante della nostra regione volesse conoscere e diffondere le radici della nostra cultura dovrebbe poter vedere soddisfatte le sue curiosità (e quelle del resto del mondo) con un semplice "clic". Qui, invece, cominciano i guai. Cera una volta il sito internet del Museo Nazionale Atestino di Este in cui era possibile trovare le testimonianze storico-archeologiche della civiltà Veneta. Un sito documentato e illustrato con immagini, che assolveva anche al compito di incuriosire il visitatore virtuale e magari farlo diventare un giorno un visitatore in carne e ossa. Quel sito però è morto e sepolto e i veneti nostri contemporanei, così come i potenziali turisti di tutto il mondo, si devono accontentare di una striminzita paginetta web ospitata nel sito web del Mibac (il Ministero per i Beni e le Attività Culturali) che certo non soddisfa curiosità e orgoglio culturale e per di più è off limits per i visitatori stranieri che non parlano italiano (almeno una traduzione in inglese si poteva fare...). I Paleoveneti, insomma, sono spariti da mesi da internet e bisognerà ancora attendere per vederli "risorgere". Cosè successo? Questioni di ordinaria burocrazia ma soprattutto di scarse risorse economiche. Un sito web diventa allora un lusso che difficilmente può rientrare nella lista delle priorità. Dare in appalto allesterno la creazione di un sito web costa mediamente 15.000 euro che, in questi tempi di vacche magre, spesso non sono nella disponibilità di Soprintendenze e Musei. I quali spesso non possono permettersi neppure il lusso di destinare personale a tempo pieno alla sollecita cura del sito. Così o il sito internet "sparisce" o è poco aggiornato. Accade allora, ad esempio, che lutente che nelle ultime due settimane voleva visitare il sito della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, allindirizzo www.archeopd.beniculturali.it, trovava unamara sorpresa: unhome page quasi del tutto hackerata da tale RedRoLiX che lha riempita di scritte «Hackered by RedRoLix Peace Crew». Per colmo della beffa, le uniche sezioni rimaste visibili erano quella che informava che il sito del Museo Atestino non cè perché è in costruzione e quella della biblioteca della Soprintendenza. La segnalazione inoltrata al Mibac sul sito inutilizzabile della Soprintendenza ha poi messo la ciliegina sulla torta: da ieri è oscurato («momentaneamente non disponibile») in attesa che venga fatta la "disinfestazione". E pensare che circa un anno fa il Ministero ha fornito alle sue strutture territoriali un programma, il Minerva Source, che ha lo scopo di dotare Soprintendenze e Musei di siti web con caratteristiche uniformi (e facilmente collegabili a quelli di altri Musei europei), il quale sistema può poi essere implementato con informazioni "personalizzate" e ampliate da e per ogni singola struttura. Unottima idea che in altre città e regioni dItalia è stata accolta con tempestività e che, invece, nel Veneto a quanto pare sta richiedendo tempi più lunghi. E provoca lattuale blackout informatico e informativo. Fino a quando? La Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto pare si stia occupando della realizzazione di uniformare il suo sito web, ciascun sito delle Soprintendenze della regione e ciascun sito dei musei di competenza nella nostra regione e ciò dovrebbe finalmente ovviare - si spera in tempi brevi - ai problemi insorti finora. Quanto al Museo Atestino, sta realizzando il progetto del suo sito web (da inserire nel più ampio programma ministerial-regionale) con il Master in Governance delle Risorse turistiche territoriali dellUniversità di Padova. Unex-stagista del Museo e ora laureata del Master, con la supervisione dei suoi tutor universitari, prima ha dedicato al progetto del sito la sua tesi (discussa a dicembre dellanno scorso) e ora sta approntando il sito vero e proprio che prevede anche percorsi virtuali allinterno del museo, percorsi tematici e persino itinerari nei Colli Euganei. Un progetto ricco e complesso che dovrà essere esaminato e approvato dalla Soprintendenza prima di diventare finalmente operativo. Quando? «Speriamo di ultimare il sito entro la fine della primavera, al più tardi per linizio dellestate», risponde la dottoressa Simonetta Piredda, referente del Master. Intanto i veneti si armino di pazienza: i loro antenati, scomparsi da un paio di millenni, continueranno a subire la damnatio memoriae in internet.
PADOVA - I Paleoveneti? In costruzione. E anche la Soprintendenza archeologica scompare dal web
Il Museo Nazionale Atestino di Este, in Veneto, ha perso il suo sito web originale. Il sito è stato sostituito da una paginetta web del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Mibac) che non soddisfa le esigenze del museo. La causa è stata attribuita alle scarse risorse economiche e alla mancanza di personale a tempo pieno per curare il sito. Il sito web è stato hackerato e le sezioni disponibili erano limitate a informazioni sulla costruzione del museo e sulla biblioteca della Soprintendenza. La Soprintendenza ha segnalato il problema al Mibac, che ha oscurato il sito in attesa di una "disinfestazione".
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