Dieci agenzie cercano finanziatori per la città. Sullaccordo con lazienda Usa rimane il nodo dei Giardinetti VENEZIA - «Chi critica gli sponsor è un irresponsabile. La situazione è drammatica, soldi non ce ne sono, nei prossimi due anni andrà ancora peggio e la città ha bisogno di restauri. Lunico modo per trovare risorse sono i finanziamenti privati. Punto». Sullaffaire Coca-Cola scende in campo anche la sovrintendente Renata Codello. Che difende a spada tratta liniziativa del Comune. In realtà è lultima di una lunga serie. Dal 2006 al 2011 lUfficio Marketing del Comune ha infatti portato alle casse di Ca Farsetti qualcosa come dodici milioni (senza le royalties), due milioni e mezzo solo nei primi due mesi di questo 2009. «Il finanziamento che il ministero dei Beni Culturali ha deciso di concedere questanno al mio settore è al momento di 70 mila euro - dice la sovrintendente - è del tutto evidente che bisogna trovare nuove forme per recuperare risorse». Eppure, dopo lipotesi degli schermi pubblicitari luminosi, dopo le maxiaffissioni, ora anche i distributori della Coca Cola sembrano trovare voci di dissenso in città. «Chi critica questo tipo di iniziative non coglie lentità della crisi in atto continua Codello -, credo anzi, visto il periodo che ci aspetta (ancora più negativo), sia necessario studiare nuove formule praticabili. Ovviamente mantenendo intatto il decoro della città. Questa si chiama responsabilità civile nei confronti di una città che ha continuo bisogno di cure». Tra le perplessità maggiori sulla questione Coca-Cola il fatto che alcuni dei 6o distributori potessero essere collocati nei Giardinetti Reali, a due passi da San Marco. «Questo è lunico punto sul quale dobbiamo ancora confrontarci - dice la sovrintendente - così comè ora il progetto non credo sia praticabile. Ma nel giro di un mese troveremo una soluzione». Loghi e agenzie Se, come sembra ormai scontato, il contratto da due milioni (più tre di royalties) verrà firmato entro la fine di questa settimana, per lUfficio Marketing di Ca Farsetti sarà la classica ciliegina sulla torta. Una torta che dal 2oo6 al 2011 porterà nelle casse del Comune 12 milioni di euro, sempre senza contare le percentuali sulle vendite. Un movimento importante per lamministrazione tanto che nelle ultime settimane la struttura operativa è stata decisamente potenziata. Dietro le cifre il gruppo di lavoro è ampio e oltre allo snello ufficio comunale (tre dipendenti) cè una squadra composta da più di dieci agenzie che legate dal Comune da lettere dincarico, cercano di vendere Venezia al mondo. Qualcuna è in città (Fondaco, Oltrex, Venet), la maggioranza si trova tra Milano e Roma. E pensiamo a La Quinta, Media Prime, Stage Up, Sensee, Consuldata, Napoli Marketing e altre che nelle ultime stagioni hanno guadagnato dal Comune circa 200 mila euro, poco meno di quanto ha fruttuato il marchio di Venezia targato Starck. Lotta per i fondi Ma a Venezia non cè solo Ca Farsetti che cerca finanziatori. Tanto che il sindaco Cacciari non più di dieci giorni fa ha convocato lex ad di Mediaset Maurizio Carlotti per cercare di coordinare lintero movimento. Oltre al Comune (lunico però ad avere un ufficio dedicato) hanno trovato recentemente sponsor la Sovrintendenza (3 milioni 650 mila dallagenzia inglese Remedia), la Fondazione Musei (2 milioni da Eni) e la Venezia Marketing ed Eventi (900 mila euro).