Regione e vescovi uniscono le forze per rendere fruibili chiese, biblioteche, archivi di proprietà delle diocesi. È il senso dell'Intesa programmatica per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali firmata, nel corso della riunione della Conferenza episcopale pugliese, dai presidenti della Regione Raffaele Fitto e della Conferenza episcopale mons. Cosmo Francesco Ruppi. L'intesa, che aveva già ricevuto l'approvazione della Santa Sede, rappresenta un nuovo traguardo nella collaborazione tra Regione e diocesi pugliesi rispetto ai Beni cultura!i. Il protocollo si compone di undici articoli in cui, rifacendosi all'accordo di revisione concordataria del 18 febbraio 1984 e alle successive intese tra Ministero per i Beni culturali e la Cei, si stabilisce di lavorare insieme per la valorizzazione dei beni culturali di proprietà ecclesiastica che rappresentano oltre il 70 per cento dei Beni esistenti in Italia e in Puglia. Verranno concordati e armonizzati gli interventi sul patrimonio storico, artistico e culturale appartenente ad enti e istituzioni ecclesiastiche con l'obiettivo di mettere a disposizione l'ingente materiale artistico e culturale per la fruizione pubblica con la partecipazione organizzativa e finanziaria tra Regione e diocesi. L'intesa prevede anche la nascita di una commissione paritetica per i Beni ecclesiastici col compito di "suggerire orientamenti per sviluppare forme di collaborazione, di esaminare problematiche di comune interesse, di verificare con continuità l'attuazione delle disposizioni e di contribuire alla concreta attuazione dell'accordo". L'intesa prevede inoltre interventi di manutenzione straordinaria e di restauro e dedica un apposito articolo agli archivi, musei e biblioteche ecclesiastiche che contengono materiali ingenti per lo studio, la ricerca e per lo sviluppo turistico. «La Regione Puglia - ha detto il presidente Fitto - sa di dare con questa intesa un nuovo contributo allo sviluppo culturale e sociale alla Regione». L'arcivescovo Ruppi ha sottolineato che «la Chiesa è lieta di vedere i propri Beni immessi in un circuito sempre più vasto e significativo sia dal punto di vista culturale che civile e sociale».