«Dopo le ultime dichiarazioni, noi crediamo che il professor Settis venga allincontro per dimettersi». E netto, Francesco Giro, vice del ministro Bondi che alla vigilia della riunione del consiglio di presidenza dei Beni culturali, dichiara: «Il rapporto fiduciario ci sembra venuto meno». A scatenare laffondo, è lultima esternazione del presidente dellorgano di consulenza del ministero che, venerdì scorso, sullEspresso ha duramente criticato loperato del governo: «I tagli alla cultura mettono a rischio il patrimonio artistico italiano». Parole che hanno provocato la replica durissima di Bondi: «Stupisce veder cadere nella rete del sensazionalismo mediatico uno studioso tanto autorevole: se avesse voluto cercare un espediente per rassegnare le dimissioni il professor Settis non ne avrebbe potuto trovare uno migliore». E' lultima puntata di un conflitto che ha radice antiche, il dissenso sulla conduzione del ministero si è fatto più marcato con il passare del tempo. In questo clima, fioriscono le indiscrezioni che danno in uscita non solo il direttore della Normale di Pisa ma anche altre cinque o sei persone, tanto da mettere in discussione il futuro dellorgano di consulenza del ministero. Già ieri il professor Andrea Emiliani ha annunciato le sue dimissioni con un fax alla segreteria del ministro: inevitabili - spiega Emiliani -dopo aver preso «visione della lettera indirizzata dallon. Ministro al presidente del Consiglio Superiore prof Salvatore Settis».